È arrivato anche in Italia il famoso Beyond Meat Burger

È arrivato da pochi giorni in Italia il Beyond Meat Burger, 100% vegetale. I prodotti alternativi alla carne a base vegetale stanno diventando sempre più popolari e apprezzati non solo dal popolo vegan, in costante crescita globale ma anche e soprattutto, da chi sceglie un percorso di consapevolezza alimentare.

Le alternative ai problemi ambientali ed etici che affliggono il nostro pianeta si giocano sul piano dell’alimentazione. Protagoniste assolute dei nuovi trend alimentari, le alternative plant-based alle proteine di origine animale, un settore in continua crescita con enormi investimenti. La tecnologia alimentare assume un ruolo sempre più importante nella produzione di prodotti sostituti che, sempre più fedelmente, imitano le proteine animali senza l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi. Per produrre un hamburger vegetale, ci vuole il 75% in meno di acqua e il 95% in meno del terreno utilizzato dagli allevamenti con un conseguente ridotto impatto ambientale.

La Beyond Meat, start-up tecnologica con sede in California ha riscosso un successo epocale con il lancio del suo prodotto di punta Beyond Burger, disponibile in oltre 10.000 rivenditori e punti di ristoro negli Stati Uniti e oltre. Dopo aver studiato la carne animale attraverso una risonanza magnetica, il fondatore Ethan Brown e il suo team hanno scoperto che tutte le componenti – acqua, grassi, amminoacidi – sono reperibili nel mondo vegetale. Seth Goldman, presidente esecutivo di Beyond Meat, afferma: “Siamo stati il primo burger senza carne ad essere presente nella sezione carne di Whole Foods. Adesso è il burger più venduto nella sezione in uno dei punti vendita della California.”

Il Beyond Meat Burger è arrivato anche in Italia, primissimo paese in Europa a distribuirlo attraverso attraverso la catena di hamburgerie Welldone, fondata a Bologna nel 2013. Andrea Magelli, uno dei fondatori di Welldone insieme a Sara Roversi racconta

“Siamo i primi in Italia e tra i primissimi in Europa ad aver deciso di distribuire questo prodotto e metterlo nei piatti dei consumatori. In un mercato che evolve e diventa sempre più consapevole dell’impatto ambientale delle nostre scelte alimentari, pensiamo sia importante far conoscere questo tipo di prodotti. Anzi pensiamo non ci sia scelta dato che il consumo di carne sta già diminuendo. Per questo abbiamo deciso di proporre la “fake meat” allo stesso prezzo e con le stesse ricette della carne tradizionale»

Qual è il target di questo prodotto:

Contrariamente a quanto si possa pensare ad una prima analisi, il prodotto non si rivolge ai vegani: non in via principale quanto meno. Rappresenta invece una valida proposta per chi ancora non lo è proponendo un’esperienza “alternativa”. Si tratta dunque di un’opzione che accorcia le distanze tra consumo onnivoro e consapevolezza alimentare volta alla scelta plant-based. Siamo in un momento storico in cui il consumo di prodotti vegetali aumenta vertiginosamente: una percentuale sempre più alta di consumatori sta abbracciando il “flexitarianism” facendo spazio a più prodotti vegani come parte di una dieta” flessibile “, aprendo opportunità per l’innovazione di cibi e bevande plant-based. Ciò riflette l’ascesa di un consumismo più consapevole, specialmente tra i più giovani: è questo in effetti il profilo di riferimento per prodotti di questo tipo. La comunicazione della Beyond Meat – the future of protein si basa proprio su questo: focalizzare i propri contenuti sulla sostenibilità e fornire dati che mettono in luce le potenzialità del prodotto vegetale rispetto al consumo di carne; informando dunque chi ancora non ha pienamente coscienza o non ha ancora maturato un proprio punto di vista a riguardo.

L’azienda ha anche commissionato uno studio al Center for sustainable systems (Centro per lo studio dei Sistemi Sostenibili) dell’Università del Michigan volto a dimostrare in numeri e statistiche il ridotto impatto del burger vegetale rispetto ad un prodotto analogo a base di carne. Lo studio è disponibile a questo link: Beyond Meat’s Beyond Burger life cycle assessment: a detailed comparison between a plant-based and an animal-based protein source.

Non solo fast food nel futuro di Beyond Meat in Italia: sembra, da indiscrezioni, che entro qualche mese Esselunga potrebbe portarla sui propri scaffali.

In pochi anni la scena della produzione di burgers vegetali è cambiata mettendo in campo, grazie allo studio sulle materie prime, dei prodotti all’avanguardia con una ricerca di sapori autentici sempre più attenta. Parliamo di una una nuova generazione di opzioni “high-tech” che piacciono al mercato e confermano le stime legate ai trend di consumo  in crescita vertiginosa.

I numeri del mercato dei prodotti plant-based (fonte Rapporto Osservatorio VEGANOK 2018):

  • 7,4 miliardi di euro: mercato globale prodotti Plant based
  • 11,90 miliardi di euro: stima mercato globale Plant based al 2022
  • 5,2 miliardi di euro: stima mercato globale Plant based sostitutivi della carne al 2020

Numerose sono le fonti a livello internazionale che comprovano il cambiamento in tema di consumi: il rapporto “Plant -Based Profits: investment risks&opportunities in sustainable system” redatto da FAIRR (Farm Animal Investment Risk&Return), identifica gli alimenti a base di proteine vegetali, come “il nuovo grande business, in crescita esponenziale”. L’Europa si dimostra il cuore pulsante della rivoluzione vegetale e le stime più recenti prevedono una crescita del settore, tra il 2017 e il 2021, dell’8,29%, con un giro di affari di 5,2 miliardi di dollari entro il 2020. (Bloomberg Intelligence Report 2017).

 

 

 

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    Controsenso usare il
    Termine Meat !
    Oborro !

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    Come vegano non andrò mai a mangiarlo un una burgheria improntata sulla vendita di carne ma evidentemente questo è un prodotto rivoluzionario per gli onnivori che nel prossimo futuro dovranno per forza di cose (necessità ambientale, salute, etica) avvicinarsi al mondo plantare based. É importante far capire alle persone che si può continuare a mangiare con gusto anche senza violenza

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  3. Buongiorno Sara R e Alfredo.
    Il riferimento alla carne è in effetti un elemento di disturbo nell’ottica del consumo da parte dei consumatore vegan. Sul piano del nome, Beyond Meat, letterlamente “oltre la carne”, il termine Meat è funzionale a descriverne il superamento (beyond): non si tratta quindi di un riferimento diretto come il più classico claim “carne vegetale”. Per ciò che concerne il profilo tipo destinatario del burger, dall’analisi che abbiamo fatto sulla comunicazione del prodotto, ciò che abbiamo rilevato è che il target non è affatto il vegano (non in via principale quanto meno). Il prodotto rappresenta una proposta a chi ancora non lo è. Anche il canale di distribuzione (una rete di hamburgerie) è sicuramente controverso per chi ha scelto un’alimentazione consapevole che non sia solo vegetale ma vegana. Crediamo che questi prodotti riducano le distanze e siano accattivanti per chi non ha ancora raggiunto una consapevolezza alimentare.

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    io non sono ne vegetariano e ne vegano nonostante sia contrario agli allevamenti intensivi, secondo me per adesso la soluzione intermedia potrebbe risolvere molti problemi, molta gente non userà mai questo hamburger perchè dirà che a livello di proteine, aminoacidi, come sostanze in pratica, non potrà mai essere paragonabile a uno di carne, allora arricchiamolo con aminoacidi e proteine animali così da poter pubblicizzare le stesse proprietà , questo lo stesso farà chiudere gli allevamenti intensivi e abbatterà quasi totalmente l’uccisione di animali, serve trovare le vie di mezzo, su tutto, le cose drastiche alla fine non ottengono risultati

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