Cosmetici vegan: cosa sono e come riconoscerli? Ecco gli ingredienti di origine animale da evitare

L’INCI di un cosmetico può non essere di facile interpretazione: quali sono gli ingredienti di origine animale impiegati comunemente nelle formulazioni cosmetiche? Cosa dire, invece, rispetto alla questione del “cruelty-free”?

Etici e più sostenibili, i cosmetici vegan sono formulati senza l’impiego di ingredienti di origine animale. Belli, bellissimi, ma non così facili da individuare: a meno che non siano certificati, i prodotti cosmetici possono contenere diversi ingredienti incompatibili con la scelta vegan. Quindi, come riconoscerli? Il BioDizionario – consultabile gratuitamente online e scaricando l’app – è uno strumento utilissimo per analizzare l’INCI di un prodotto, ma occhio anche a questa guida! Ecco un elenco dei principali ingredienti di origine animale usati nei cosmetici.

Gommalacca

Si tratta di un prodotto resinoso, fragile e scagliosa secrezione dell’insetto Kerria lacca, originario delle foreste indiane e thailandesi. La gommalacca è usata da sempre per produrre piccoli oggetti come cornici, scatole e articoli da toeletta, ma è considerata commestibile e viene quindi impiegata anche come rivestimento di pillole e caramelle, ma anche come rivestimento della frutta per impedirne il deperimento dopo la raccolta. In cosmesi viene utilizzata nei prodotti per unghie e in alcune lacche per capelli. (Nome INCI: Shellac).

Lanolina

Siamo di fronte a un ingrediente che sul BioDizionario ottiene ben due “semafori” rossi: è ricavata dalla lana della pecora ed è impiegata comunemente nei cosmetici per le labbra – come burrocacao, gloss e balsami – ma anche nei prodotti per capelli. Ha un’azione antistatica, emolliente ed emulsionante, e può essere facilmente sostituita con ingredienti di origine vegetale come burri e oli. (Nome INCI: Lanolin).

Caseinato di sodio

Deriva dal latte di mucca e viene utilizzato sia nei prodotti per capelli, come condizionante, sia nei trattamenti per il viso. L’alternativa vegana deriva dal latte vegetale e di solito è  indicata in etichetta come “proteine vegetali”. (Nome INCI: Sodium Caseinate).

Squalene

Si tratta di un ingrediente che può essere anche di origine vegetale (ricavato dai semi di amaranto, dalla crusca di riso, dal germe di grano e dalle olive), ma più spesso viene estratto dall’olio di fegato di squalo. L’unico modo per stabilire se sia di origine vegetale o meno è contattare l’azienda produttrice. Allo squalene vengono attribuite proprietà anti-invecchiamento e viene impiegato nella realizzazione di balsami per le labbra, deodoranti e idratanti per il corpo. (Nome INCI: Squalene).

Peli di animali

Non è raro, se non diversamente indicato, che i pennelli da make-up e alcuni tipi di spazzole siano realizzati con setole di animali, tra i quali volpi, cinghiali, zibellini, cavalli, capre, visoni e scoiattoli. I peli di animali – in particolare quelli di visone – sono spesso usati anche nella produzione di ciglia finte. Le alternative vegan sono rappresentate da setole sintetiche.

Acido stearico

Questo ingrediente si ricava sia da grassi di origine vegetale (olio di palma, cocco, soia) che da grassi di derivazione animale, in particolare il sego, che viene ricavato dallo stomaco di suini, equini e bovini. Questo ingrediente si trova comunemente in deodoranti, saponi, prodotti per capelli e idratanti. (Nome INCI: Stearic Acid).

Collagene

Il collagene è considerato un efficace rimedio anti-invecchiamento e per questo è impiegato in molti prodotti anti age, ma anche in cosmetici che vantano proprietà rimpolpanti per le labbra e di riempimento delle rughe. Si tratta di una proteina ricavata dal tessuto connettivo degli animali, spesso delle mucche. Al di là della questione etica, l’efficacia del collagene in termini di capacità di penetrazione nella pelle, è discutibile. (Nome INCI: Hydrolyzed Collagen).

Cocciniglia

Si tratta di un colorante rosso, utilizzato spesso in rossetti, fard e smalti; deriva dagli omonimi insetti (femmine gravide), allevati proprio a questo scopo. Le cocciniglie vengono lasciate morire e poi essiccate sole, quindi schiacciate fino a polverizzarle. Occorrono decine di migliaia di cocciniglie per produrre pochi grammi di colorante. (Nome INCI: Carminio).

 

Cheratina

La cheratina è una proteina ricavata dai peli e dalle corna degli animali e si trova spesso nei prodotti rinforzanti per unghie e capelli. Le alternative vegane a questo ingrediente sono ricavate dalla soia e dall’olio di mandorle. (Nome INCI: Hydrolyzed Keratin).

Miele

Oltre che per uso alimentare, il miele – alimento prodotto dalle api – vanta proprietà idratanti ed emollienti. Per questo trova uso in cosmetica all’interno di creme per il corpo, ma anche in shampoo e balsami per i capelli. (Nome INCI: Mel/Honey).

Ambra grigia

Si tratta di una sostanza fortemente odorosa, impiegata nella realizzazione dei profumi, ricavata dall’intestino dei capodogli. In passato questi animali venivano sistematicamente catturati e uccisi per ricavare l’ambra grigia, oggigiorno vengono impiegati metodi meno cruenti per il suo ottenimento; resta il fatto, comunque, che si tratti di un ingrediente inaccettabile dal punto di vista etico. (Nome INCI: Ambergris).

Castoreo

Sostanza oleosa giallognola e fortemente odorosa prodotta dal castoro, più precisamente dalle ghiandole situate tra l’ano e l’organo sessuale; è usato in profumeria come fissativo. Non va confuso con il castor oil, denominazione inglese che indica, invece, l’olio di ricino. (Nome INCI: Castoreum).

Bava di lumaca

Parlando di bava di lumaca ci si riferisce alla sostanza densa e gelatinosa, molto simile al muco, secreta dagli invertebrati della varietà Helix Aspersa. Questa sostanza viene prodotta dalle lumache quando sono in movimento, per aderire meglio alle superfici e riuscire anche a spostarsi verticalmente, risalendo muri e pareti senza difficoltà. Si tratta di un ingrediente molto usato in cosmetica dal momento che gli si riconoscono diverse proprietà benefiche: antirughe, cicatrizzante, rigenerante, idratante, antiossidante ed esfoliante. Le metodologie esistenti per ricavare la bava di lumaca sono molteplici, ma il più delle volte si tratta di sistemi cruenti e non rispettosi del benessere delle lumache. (Nome INCI: Snail secretion filtrate).

Elastina

Insieme al collagene, l’elastina è uno dei principali componenti del tessuto connettivo degli animali. Trova impiego negli stessi prodotti in cui si usa il collagene e le vengono attribuite proprietà idratanti e protettive per pelle e capelli. Tra le alternative vegane all’elastina più utilizzate c’è l’acido ialuronico di origine vegetale. (Nome INCI: Elastin).

Guanina

Si tratta di un colorante bianco perlaceo che può essere di origine animale se ricavato dalle squame dei pesci. La sua derivazione può essere anche sintetica, ma per saperlo è necessario contattare direttamente l’azienda produttrice. La guanina viene impiegata per lo più nella produzione di smalti per le unghie, ombretti, illuminanti e fard. (Nome INCI: Guanine).

Latte e yogurt

Oltre che per uso alimentare, latte e yogurt (vaccini e non) trovano impiego anche nell’industria cosmetica, specialmente all’interno di bagnoschiuma, saponi e creme per il corpo, per via del loro potere idratante. (Nome INCI: Milk/Yogurt).

Cera d’api

Ha proprietà emollienti, emulsionanti e filmanti e viene spesso utilizzata nei cosmetici per impedire alle emulsioni di separarsi nei suoi componenti liquidi. È comunemente usata anche come ingrediente dei mascara. (Nome INCI: Cera alba/Beeswax).

Vegan e cruelty-free sono la stessa cosa?

Un cosmetico vegan non è automaticamente cruelty-free. Un prodotto, infatti, può essere formulato solo con ingredienti sintetici e/o di origine vegetale, e al contempo essere prodotto da un’azienda che effettua test su animali. Allo stesso modo, un cosmetico cruelty-free non è necessariamente vegan, perché può contenere al suo interno uno o più ingredienti di origine animale.

In generale, la questione della sperimentazione in campo cosmetico è complessa, perché non basta considerare solo  il prodotto finito, ma bisogna analizzare anche il comportamento e le scelte dell’azienda produttrice. Invitiamo i lettori ad approfondire l’argomento tramite il forum del BioDizionario. Raccomandiamo soprattutto di acquistare cosmetici cerficati cruelty-free da LAV o LEAL, evitando di dare credito a improbabili liste di “buoni o cattivi” presenti sul web.

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