Cosmetici alla bava di lumaca: un trend davvero necessario?

Ormai da qualche tempo è cresciuto enormemente sul web ma anche nei negozi specializzati il trend dei cosmetici a base di bava di lumaca: presentati come “miracolosi”, sembrano essere un vero e proprio elisir di bellezza per la pelle. Quanto c’è di vero in tutto questo? E dal punto di vista etico, come si collocano questi prodotti?

Bava di lumaca: cos’è e quali sono i benefici?

Parlando di bava di lumaca ci si riferisce alla sostanza densa e gelatinosa, molto simile al muco, secreta dagli invertebrati della varietà Helix Aspersa, lumache molto comuni nel bacino del Mediterraneo (Italia compresa). Questa sostanza viene prodotta dalle lumache quando sono in movimento, per aderire meglio alle superfici e riuscire anche a spostarsi verticalmente, risalendo muri e pareti senza difficoltà. Nel corso della storia l’uomo ha sfruttato da sempre le lumache per ricavare la loro “bava”, utilizzata ampiamente sia in campo cosmetico che nella medicina tradizionale dal momento che a questa sostanza si riconoscono diverse proprietà benefiche:

  • Antirughe: ricca di elastina, questa sostanza rende più elastica la pelle e, di conseguenza, meno evidenti le rughe e i segni di espressione sul viso;
  • Cicatrizzante e rigenerante: grazie all’allantoina, che stimola la produzione di collagene ed elastina, la bava di lumaca attenua i segni lasciati da cicatrici e scottature;
  • Idratante: essendo ricca di proteine, questa sostanza favorisce l’ossigenazione e l’idratazione dei tessuti;
  • Antiossidante: questo fluido è ricco di vitamina C e di vitamina E, note per contrastare l’azione dei radicali liberi;
  • Esfoliante: contenendo acido glicolico, la bava di lumaca esfolia delicatamente lo strato superficiale della pelle, rendendola al contempo più luminosa.

La questione etica

Premesso che non sono molte le fonti da cui ricavare le informazioni riguardo ai metodi di estrazione della bava di lumaca, bisogna sottolineare che le metodologie esistenti sono molteplici, ma il più delle volte siamo di fronte a sistemi cruenti e assolutamente non rispettosi del benessere di questi piccoli animali. Va anche sottolineato che esistono veri e propri allevamenti di questi animali sfruttati per la produzione di questa sostanza, tornata “di moda” specialmente negli ultimi anni anche se conosciuta e utilizzata praticamente da sempre.

Specialmente in passato, i metodi risultavano per lo più coercitivi e violenti, e prevedevano l’impiego di macchinari che – tramite scosse elettriche o stimolazioni meccaniche – forzavano gli animali a secernere la loro “bava” in risposta a questa situazione di forte stress.

In alternativa, veniva praticata la stimolazione manuale – benché poco vantaggiosa dal punto di vista economico – che consisteva nel mescolare con forza le lumache tra loro per indurle a produrre la “bava”; inutile dire che questo metodo comportava quasi sempre la rottura dei gusci con la conseguente morte degli animali coinvolti. Altri allevatori, invece, stimolavano gli animali tramite l’impiego di sostanze per loro irritanti, come il sale o l’aceto.

Oggi come oggi, invece, anche grazie a una sempre maggiore attenzione al benessere animale esistono allevamenti di lumache che utilizzano metodi di estrazione meno cruenti: “In passato mi è capitato di parlare di persona con allevatori di lumache che adottavano pratiche “etiche” – spiega la dottoressa Erica Congiu, biologa nutrizionista coordinatrice e responsabile di BioDizionario.it – anche se lo sfruttamento degli animali è già di per sé poco etico. Loro raccoglievano la bava che veniva prodotta naturalmente, senza forzarne la produzione con dolore e scosse elettriche; purtroppo però quando si compra un cosmetico non si può mai sapere esattamente quale sia la fonte delle materie prime. Si può chiederlo all’azienda, ma anche in quel caso bisogna comunque fare un atto di fede”.

Anche se questo ingrediente cosmetico è molto utilizzato “ed effettivamente le sue proprietà sono ben documentate – continua la dottoressa – se si ha a cuore la vita di queste bestioline sarebbe meglio trovare un’alternativa”. Esistono infatti aziende cosmetiche, come per esempio Fitocose, che ha ottenuto la certificazione etica VEGANOK ed è quindi cruelty-free e BioDizionario approved, che producono cosmetici 100% vegetali dalle note proprietà antirughe, idratanti ed esfolianti (come per esempio il gel schiarente base di acido glicolico) senza alcun tipo di sfruttamento animale.

Alternative vegetali e cruelty-free: la parola all’esperta

Dato per assodato che, per quanto efficace possa essere, la bava di lumaca è ottenuta tramite lo sfruttamento e la privazione della libertà di esseri viventi innocenti, resta ora da capire quali siano le alternative vegetali e cruelty-free a questo prodotto.

“Naturalmente noi di VEGANOK ci opponiamo a qualsiasi tipo di sfruttamento animale – spiega la dottoressa Coungiu –  e per questo invitiamo chiunque a non acquistare prodotti cosmetici a base di bava di lumaca. In alternativa, un ottimo cicatrizzante potentissimo anche contro le smagliature e le rughe è l’olio di rosa mosqueta, che ha un efficacia del tutto simile alla bava di lumaca, senza dover andare a torturare questi poveri esserini”.

Per sfatare uno dei “miti” più comuni riguardo alla bava di lumaca, inoltre, la dottoressa sottolinea che “la bava di lumaca non ha proprietà anticellulite, al contrario di molte piante e attivi vegetali come la centella, il fucus i fanghi e la caffeina, di origine vegetale e decisamente molto efficaci”.

Per chiunque volesse approfondire l’argomento e saperne di più riguardo agli ingredienti cosmetici, alla loro efficacia e alla questione etica legata alla loro derivazione, consigliamo di consultare gratuitamente il forum del BioDizionario ma anche la lettura del libro “BioDizionario – Guida al consumo consapevole di cosmetici, detergenti e prodotti alimentari” edito da Terra Nuova Edizioni, scritto a quattro mani dalla dottoressa Erica Congiu e da Sauro Martella – fondatore, tra le altre cose, del disciplinare etico VEGANOK.

 

  1. Lo sfruttamento di lumache è una pratica vergognosa e da condannare sotto ogni punto di vista.
    Invito tutti a boicottare ogni prodotto che la contiene senza se e senza ma.

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  2. ho conosciuto una imprenditrice che insisteva con il dire quanto potesse far bene la bava di lumaca alla pelle. Io le chiesi pubblicamente che tipo di competenze avesse in ambito scientifico per poter affermare certe cose, e lei rimase zitta. Conosco persone rovinate da queste creme, letteralmente ustionate. Per non parlare dell’aspetto etico che ovviamente non interessa a chi fa business.

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  3. Nemmeno da non vegana mi sarei sognata di usare prodotti contenenti bava di lumaca. Che senso ha arrivare a tanto quando la natura ci mette a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno nelle piante?

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  4. A me fa senso solo pensare di spalmarmi una roba simile… 🤢

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  5. Robe da matti! Con tutto quello che la Natura ci offre è necessario veramente spalmarsi creme con bava di lumaca??? Questa è follia.

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      Poverine 😢
      Prodotti cosmetici a base di bava di lumaca che dichiarano di essere cruelty free. 😯
      Le lumachine vengono, comunque, anche in questo caso private della loro libertà e costrette a produrre per l’uomo qualcosa che appartiene solo a loro ! La presa di coscienza e la compassione verso tutti gli esseri viventi della Terra, che hanno il diritto di vivere liberi!

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  6. Avatar

    Naturalmente, io ed i miei cari usiamo da dieci anni i prodotti biologici e naturali di Fitocose, azienda seria, responsabile e dedita, e la nostra pelle è idratata, nutrita, tonica, elastica,luminosa…..soprattutto sana.
    Noi diciamo che sono il TOP !
    Non facciamoci ingannare da aziende cosmetiche che vogliono catturare clienti, quando la natura come sempre ci offre innumerevoli alternative cruenti free.

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