Cosmesi: settore colpito dalla pandemia, ma aumenta la richiesta di prodotti naturali e sostenibili

Quanto e come la pandemia ha colpito il settore cosmetico in Italia? I dati del Centro Studi di Cosmetica Italia parlano di un comparto in crisi rispetto al 2019, ma con un aumento considerevole della richiesta di prodotti “green”. Che la ripresa possa iniziare da qui?

 

L’emergenza sanitaria ha messo in ginocchio il settore cosmetico, ma è in aumento costante la domanda di prodotti a connotazione naturale e sostenibile: questo è il quadro che emerge dai dati diffusi a febbraio nell’Indagine congiunturale presentata dal Centro Studi di Cosmetica Italia. Secondo le rilevazioni, relative al 2020, il fatturato globale del settore sfiora i 10,5 miliardi di euro e, a causa della crisi economica legata alla pandemia, ha subito una contrazione del -12,8% rispetto al 2019; in calo anche i valori del mercato interno, con un -9,6% rispetto all’anno precedente. La curva scende anche per le esportazioni, che vedono un -16,5% e un totale di 700 milioni di euro persi: un danno decisamente importante per il comparto cosmetico made in Italy.

Anche se i cosmetici sono considerati ormai un bene essenziale, in Italia il 2020 ha visto un calo dei consumi per un valore di 1 miliardo di euro, se confrontati con quelli dell’anno precedente. Nello specifico, 500 milioni di euro sono stati persi nella profumeria, 200 milioni nei canali professionali, 150 nelle vendite dirette e più di 100 milioni di euro nel mass market. Bene invece le vendite dell’e-commerce, che ha fruttato al settore un guadagno di oltre 200 milioni di euro (+42% rispetto al 2019).

Così come in moltissimi altri settori, anche in quello cosmetico le norme anti contagio hanno cambiato le abitudini di acquisto dei consumatori. In particolare, l’obbligo di indossare la mascherina ha portato a nuove esigenze in fatto di skin care e make up: si è ridotto l’acquisto di rossetti (con una richiesta in aumento per i prodotti no-transfer) e altri prodotti per il trucco labbra, a favore dei prodotti per il make-up occhi. Allo stesso tempo, visto che l’uso prolungato della mascherina può creare irritazioni sul viso, è aumentata la richiesta di prodotti “curativi” in grado di lenire, idratare, rigenerare la pelle. Le stesse esigenze sono state riscontrate anche nei prodotti per le mani, per via del lavaggio più frequente e all’utilizzo di gel idroalcolici. Nella cura della pelle, in generale, si è assistito a una propensione verso il multi-tasking, per soddisfare al contempo più necessità.

 

Cosmesi naturale e sostenibile: un trend in crescita

Partiamo dal presupposto che, dal punto di vista normativo, non esiste una definizione univoca di “bio”, “naturale” e “sostenibile” in campo cosmetico; per questo motivo, i dati di Cosmetica Italia si riferiscono a prodotti a connotazione naturale e/o sostenibile, i cui claim in etichetta richiamano queste particolari caratteristiche.

Nell’insieme, il settore dei cosmetici a connotazione naturale e sostenibile ha un valore di 1.654 milioni di euro. Il valore dei cosmetici a connotazione naturale/biologica è di 778 milioni di euro, mentre quello dei cosmetici sostenibili/green è di 876 milioni di euro. La sovrapposizione dei due insiemi, ovvero delle aziende
che uniscono nei propri prodotti sostenibilità e ingredienti naturali/bio, raggiunge i 925 milioni di euro. Parlando di tipologie di prodotto, sono quelli per capelli e cuoio capelluto a ricoprire il 33,1% del fatturato dei cosmetici a connotazione naturale e sostenibile, seguiti dalla cura pelle (30,6%) e dal make-up (23,2%). In generale, nonostante (o forse a causa) della pandemia, si è assistito all’aumento della richiesta di queste tipologie di prodotti, in un periodo in cui la cura della persona con metodi e prodotti “green” risulta parte di uno stile di vita più sano.

In un momento in cui sempre più realtà produttive lanciano linee cosmetiche bio, ecologiche e naturali, ricordiamo l’importanza di difendersi dal “greenwashing”, ovvero la tendenza a proclamare presunti comportamenti sostenibili per attirare i consumatori. Per prima cosa è bene farsi un’idea generale sull’azienda e sui suoi metodi di produzione prima dell’acquisto, ma anche e soprattutto imparare a leggere l’INCI dei cosmetici. Il BioDizionario – consultabile gratuitamente online e scaricando l’app – diventa in questo caso uno strumento indispensabile per sapere se un determinato prodotto è veramente “naturale” e sicuro, in base alla catalogazione degli ingredienti.

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    Gian Maria Cavalieri 19 Febbraio 2021, 9:59

    Speriamo si risolva tutto per il meglio con una nuova consapevolezza da parte delle aziende e con la volontà di produrre veramente green e cruelty free.

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    Molto interessante

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    Io acquisto solo prodotti naturali e sostenibili!!!

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    Sono sempre molto felice di trovare cosmetici green anche nelle catene di supermercati e discount a prezzi ragionevoli. Il futuro è sempre più green!

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    Ho visto diversi negozi di franchising che non avrei mai immaginato chiudessero i battenti vista la forza delle multinazionali e invece ambe li è arrivata la batosta o forse hanno approfittato della Cisa per chiudere e licenziare così in zone poco interessanti? Chi lo sa a volte ci può essere di tutto !

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