Parola d’ordine riconvertire: dal settore cosmetico alla moda, l’obiettivo è soddisfare il fabbisogno di mascherine, respiratori e DPI

Sono necessarie più mascherine, dispositivi di protezione individuale, camici e ventilatori polmonari. Sempre di più, le aziende che stanno rispondendo all’appello muovendosi per riconvertire linee produttive e fare fronte all’esigenza nella lotta contro il Covid-19

 

L’emergenza  Coronavirus continua, mettendo in difficoltà anche l’industria cosmetica: come tutti gli altri settori produttivi, in Italia e nel resto del mondo, anche quello di make-up e profumi sta facendo i conti con la crisi economica che accompagna il diffondersi della pandemia di Covid-19. Questo, a maggior ragione, se si pensa che il 65/70% della produzione di cosmetici in Italia è nelle mani del cosiddetto Polo della Cosmesi, associazione che riunisce 80 aziende del settore ubicate tra Milano, Brianza, Crema e Bergamo, che a oggi risultano le province più colpite dalla pandemia nel nostro Paese.

Nonostante questo, però, almeno per ora la produzione non si ferma: non mancano le aziende che, per aiutare a fronteggiare la situazione, abbiano deciso di convertire alcune linee produttive intervenendo con la produzione di gel igienizzanti per le mani da distribuire gratuitamente. Tra queste, per esempio, in Italia ci sono il gruppo Davines, l’azienda torinese Reynaldi e il gruppo Intercos. Una gara di solidarietà che coinvolge, però, anche l’industria tessile, tanto che alcuni grandi nomi della moda come Ermanno Scervino, Gucci, Valentino, Prada, Salvatore Ferragamo, Fendi, Miroglio hanno dato avvio alla produzione di mascherine e camici da distribuire a medici e infermieri negli ospedali.

E i casi di riconversione tra le imprese si moltiplicano giorno dopo giorno: diventa sempre più cospicua, la lista delle attività produttive che hanno deciso di attivarsi per produrre dispositivi di protezione individuale rispondendo alla crescente domanda. Il commissario straordinario Domenico Arcuri ha dichiarato:

“Un consorzio di produttori italiani inizierà a produrre le mascherine e a dotare il nostro sistema e il nostro paese delle munizioni che ci servono per contrastare questa guerra ed evitare la nostra totale dipendenza dalle esportazioni. Si sono associate diverse aziende posizionate nel settore della moda, senza concorrenza e senza lotte tra loro. Entro due mesi copriranno la metà del nostro fabbisogno.”

Arcuri ha inoltre ha annunciato che nel decreto “Cura Italia” c’è un incentivo per finanziare con 50 milioni totali le aziende del nostro Paese che riconvertono i loro impianti per produrre ancora altre mascherine.

“Spero, sono convinto che molte centinaia di imprese italiane cercheranno di coglierla. Il tempo è la variabile decisiva”.

Via libera a 50 milioni per la conversione aziendale

La Commissione Ue ha approvato 50 milioni di euro per sostenere produzione e fornitura di dispositivi medici, come ventilatori, e di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza, previsto con il decreto Cura Italia.

A tal proposito, Bruxelles ricorda che

“nell’ambito del regime potranno avvalersi del sostegno le imprese di qualsiasi dimensione che istituiscono nuovi impianti per la produzione di dispositivi medici e di protezione individuale; oppure che ampliano la produzione delle loro strutture esistenti; oppure che convertono la loro linea di produzione. I beneficiari del sostegno metteranno i prodotti a disposizione delle autorità italiane ai prezzi di mercato applicati in dicembre 2019, vale a dire prima dello scoppio dell’epidemia in Italia.

L’aiuto sarà erogato sotto forma di sovvenzioni dirette o anticipi rimborsabili. Questi ultimi saranno convertiti in sovvenzioni dirette se i beneficiari forniscono alle autorità italiane i dispositivi in tempi stretti. Il regime garantirà così un sostegno rapido e adeguato alle imprese disposte a produrre e fornire dispositivi medici e di protezione individuale, e incentiverà la produzione rapida e la consegna tempestiva di questi prodotti essenziali”.

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    Ma da quando? Qui a nelle farmacie della mia città (Torino) ancora mascherine non se ne vedono

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  2. Ancora una volta un plauso a tutte quelle aziende che stanno rispondendo all’emergenza sanitaria, soprattutto grazie a tutti gli imprenditori che stanno donando materiali essenziali a chi si trova nei campi di battaglia.

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      Grazie a loro ma grazie anche ai tanti piccoli che stanno tenendo duro l’anima con i denti per sopravvivere

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  3. Capacità di Conversione e adattabilità sono due concetti FONDAMENTALI per ogni imprenditore degno di questo nome.

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    Gian Maria Cavalieri 25 Marzo 2020, 16:06

    Convertire la propria produzione in caso di necessità è fondamentale.

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  5. Per fortuna le aziende sono scese in campo, la conversione della produzione è un atto essenziale in questi casi

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  6. Vedete , quando le coscienze bussano alla nostra intelligenza, qualcosa , anche i miracoli , accadono … riconvertire su può , e si deve ogni qual volta la consapevolezza ci apre occhi …. ogni qual volta
    E come oggi queste meravigliose aziende sono scende in campo e si sono rimboccate le mani impiegando tutto il loro sistema industriale e tutta la propria forza lavoro per iniziare a far ciò che occorre fare e che non avevano mai fatto
    Prima , domani magari le loro coscienze saranno in grado di riconoscere anche l’emergenza del
    Rispetto della vita di ogni creatura e allora cambieranno e si adopereranno ancora per riconvertire tutto il
    Loro sistema industriale …
    Grazie perché il
    RISVEGLIO delle coscienze inizia da adesso!
    Viva il nostro Paese fatto
    Di cuori e di fratellanza!

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    Speriamo che la cultura di conversione di oggi per produrre mascherine rimanga per convertire domani alla produzione senza sfruttamento animale

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    Abbandonare il modello produttivo di sfruttamento animale dovrà essere il prossimo passo

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  9. Che la riconversione non si limiti ai momenti di crisi ma che ispiri tutte quelle attività e aziende che vivono di prodotti ottenuti da sfruttamento e uccisione di animali.

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