Coronavirus: la crisi economica e i cambiamenti per il settore beauty dopo la pandemia

Anche il settore della cosmesi ha risentito della crisi economica, ma in quale misura? E quali sono i cambiamenti che si prospettano per il mercato del beauty dopo la pandemia?

La crisi economica legata alla pandemia da Coronavirus ha colpito in maniera più o meno intensa quasi tutti i settori produttivi, e nemmeno quello della cosmesi ha fatto eccezione: i numeri diffusi da Cosmetica Italia (Associazione Nazionale Imprese Cosmetiche) in indagini flash relative al periodo di lockdown parlano di una perdita di introiti per il settore pari al 48% del valore. L’ultima rilevazione riguarda la settimana tra il 18 e il 22 maggio e parla di una diminuzione del 24,4% delle vendite di prodotti cosmetici (divisi in igiene corpo, profumi e make up) rispetto allo stesso periodo del 2019. In particolare, secondo Cosmetica Italia, si assiste al rallentamento della curva negativa nei vari canali che ha interessato il settore per tutto il lockdown:

  • il mass market ha perso il 6% in valore e quasi il 3% in quantità, anche se c’è ottimismo per una graduale ripresa durante questa fase. Prosegue un’importante attività promozionale, anche se si sottolinea come in questi canali di distribuzione il focus sui prodotti essenziali tenda a penalizzare ancora l’attenzione sul cosmetico;
  • la profumeria, invece, conferma le difficoltà iniziali legate allo scarso movimento della clientela, ma anche alla mancanza di liquidità e alla necessità di smaltire i prodotti in stock; difficilmente si prevede di tornare ai livelli pre-crisi;
  • sono aumentate invece le vendite online, che hanno infatti registrato un +45% nelle ultime settimane, nonostante le riaperture dei canali tradizionali; interessante sottolineare che il 70% dei clienti che hanno fatto acquisti online durante il lockdown sono nuovi utenti.
  • migliora la situazione nelle farmacie, anche se continua a registrarsi un rallentamento nelle vendite di dermocosmesi (niente solari e ancora poca cura persona). Restano attive alcune difficoltà per il settore, come l’impossibilità di organizzare le visite dei venditori e l’e-commerce che penalizza molte farmacie tradizionali.
  • l’erboristeria conferma il calo del sell-out, e anche se si avvertono timidi segnali di ripresa il settore perderà entro la fine di quest’anno oltre il 20% del fatturato; in calo anche le vendite dirette (porta a porta e corrispondenza).

Molte aziende cosmetiche sono riuscite a evitare il fallimento grazie alla conversione della produzione: per aiutare a fronteggiare la situazione di crisi, negli scorsi mesi hanno scelto di convertire alcune linee produttive intervenendo con la produzione di gel igienizzanti per le mani, che risulta oggi uno dei “cosmetici” più richiesti in assoluto. A questo proposito, sottolinea Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, “Questa tendenza rimarrà perché diversamente da quello che è accaduto durante altre pandemie, l’uso del gel si stabilizzerà nella quotidianità della gente. Stiamo studiando prodotti che non disidratino la pelle. Facciamo ricerca su questo filone che si sta ampliando ed estendendo a skincare e make-up“.

Coronavirus: come cambia il settore beauty dopo la pandemia?

Se è vero che il settore della cosmesi ha subito forti danni a seguito della pandemia da Covid-19, è anche vero che il cambiamento delle abitudini dei consumatori porterà inevitabilmente in questi mesi a una modifica dei consumi, che si prevede interesserà – e in parte sta già interessando – sia i prodotti per la cura della persona che il make up. Secondo una ricerca effettuata da Mintel e riportata da Ansa, si assisterà per prima cosa a un passo indietro rispetto al “green”: se negli ultimi anni ha spopolato il trend della cosmesi ecologica e naturale, attualmente un consumatore su due si dice più propenso all’acquisto di cosmetici contenenti ingredienti chimici e artificiali, perché considerato più sicuro. Diventa un driver importante di acquisto la totale assenza di contaminazione del prodotto: via libera quindi a contenitori touchless, spray o “pump”, a scapito della lotta alla plastica che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni.

Il Covid-19 sta impattando con le scelte dei consumatori  – spiega Clare Hennigan, senior beauty analist Mintel – Sin dall’inizio dell’emergenza, alla richiesta di prodotti clean, cioè privi di ingredienti ritenuti tossici per la salute si è affiancato il bisogno di scegliere prodotti sicuri, trasparenti anche nelle pratiche di approvvigionamento e di fabbricazione. Adesso circa il 50% delle donne concordano sul fatto che sia divenuto importante l’aspetto della sicurezza. Prima dell’emergenza, i consumatori ‘clean’ evitavano ingredienti come conservanti e ingredienti artificiali nei loro prodotti di bellezza a causa dei rischi per la salute percepiti. Ora sono disposti ad accettarli purché i marchi forniscano prove di efficacia e sicurezza, sia dal punto di vista della salute che dell’ambiente”.

Le misure di distanziamento sociale e soprattutto l’obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale come le mascherine influiranno anche sugli acquisti nel settore make-up: se in generale con il lockdown si è assistito a un calo degli acquisti, in un momento storico in cui le persone saranno costrette a coprire la bocca, si prevede un crollo negli acquisti di rossetti, tinte e gloss per le labbra, in favore piuttosto di prodotti per la cura di questa zona del viso. In ascesa invece il mercato dei prodotti per occhi – come ombretti e mascara – e capelli, che saranno il focus durante tutto il periodo in cui sarà necessario indossare dispositivi di protezione. Allo stesso modo, secondo gli esperti, i consumatori punteranno più di prima su cosmetici che offrono anche un alto contenuto di idratazione, protezione e igienizzazione.

  1. Speriamo che anche per la cosmesi si ripristino le vendite nella normalità

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    Gian Maria Cavalieri 20 Giugno 2020, 11:08

    Sono stati toccati tutti i settori. Speriamo si risollevi anche questo della cosmesi.

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