Consumiamo, mangiamo, beviamo e respiriamo microplastica

Secondo una nuova ricerca dell’Università di Newcastle ogni essere umano ingerisce in media 1.769 particelle di microplastica a settimana. L’acqua, (corrente o in bottiglia), è una delle fonti principali. In altri termini, ingeriamo circa 5 grammi di plastica ogni settimana, l’equivalente del peso di una carta di credito. Senza un cambio sostanziale nelle politiche e negli stili di consumo, non riusciremo ad invertire la rotta.

Un nuovo studio dell’Università di Newcastle in Australia suggerisce che una persona ingerisce in media circa 5 grammi di plastica ogni settimana, l’equivalente del peso di una carta di credito.

La ricerca è stata commissionata dal Wwf e si intitola:

“No Plastic in Nature: Assessing Plastic Ingestione from Nature to People”. 

L’aumento massivo dell’uso di plastica e pratiche di riciclo limitate si traducono in una produzione enorme di rifiuti plastici. La produzione di plastica è aumentata 200 volte dal 1950 ed è cresciuta del 4% all’anno dal 2000. La produzione attuale potrebbe aumentare del 40% per cento entro il 2030.


Ad oggi, un terzo dei rifiuti di plastica finisce nell’ambiente, pari a 100 milioni di tonnellate di rifiuti. Usata come un materiale usa e getta, oltre il 75% di tutta la plastica mai prodotta, diventa uno scarto. Una parte significativa di questi rifiuti è gestita male e circa l’87%, arriva in natura nella forma di ciò che definiamo “inquinamento”. Se nulla dovesse cambiare, si stima che l’oceano conterrà 1 tonnellata di plastica per ogni 3 tonnellate di pesce entro il 2025.

L’inquinamento plastico colpisce l’ambiente naturale della maggior parte delle specie sul pianeta. La plastica è stata rilevata in ogni parte del globo fino all’Artico con gravi danni per la fauna.

Parliamo di impatto sul corpo umano.

La più grande fonte di ingestione di plastica è l’acqua potabile: la plastica è stata rilevata nelle acque sotterranee, in quelle superficiali, nell’acqua di rubinetto e nell’acqua in bottiglia: in una indagine globale, tutti i campioni di acqua imbottigliata, contenevano plastica.

Lo studio rivela che il consumo di cibo e bevande comuni può comportare un’ingestione settimanale di circa 5 grammi di plastica, a seconda delle abitudini di consumo. Su un totale di 52 studi che l’Università di Newcastle ha incluso nella sua indagine, 33 report hanno esaminato il consumo di plastica attraverso il cibo e bevande Questi studi hanno evidenziato un elenco di alimenti e bevande comuni contenenti microplastiche: oltre all’acqua potabile, vengono indicati i crostacei, la birra e il sale.

La figura mostra la percentuale di campioni di acqua potabile contenenti firbre plastiche e la media del quantitativo di fibre plastiche rilevate per 500 ml. In Europa ad esempio, il 72,2% delle acque prese in analisi contiene fibre e la media per 500 ml di liquido è di 1,9.

Tra gli scienziati non c’è concordanza sui danni che le microplastiche possono causare nell’organismo umano nel lungo termine. Le particelle influenzano la risposta immunitaria del corpo? Veicolano la trasmissione di sostanze tossicheAlistair Boxall, professore di scienze ambientali presso l’Università di York in Inghilterra, ha affermato che “per capire veramente le fonti di esposizione abbiamo bisogno di studi molto più approfonditi in cui monitoriamo da vicino le attività quotidiane delle persone e i media a cui sono esposti”. I ricercatori sperano di ottenere finanziamenti per condurre studi più ampi. Studio shock: trovate per la prima volta, microplastiche nel corpo umano

Approfondisci il tema qui:

Microplastiche: le conseguenze sulla salute e sull’ambiente.

Sale marino contaminato da microplastiche: un fenomeno globale

  1. Difficile situazione. Difficile trovare soluzioni applicabili in un mondo che globalmente appare senza regole ragionevoli.

    Reply
  2. È terribile, bisogna invertire la rotta al più presto. Noi tutti possiamo (e dobbiamo) ridurre l’uso della plastica nella vita quotidiana, non solo per la nostra salute ma anche per quella degli ecosistemi marini.

    Reply
    • La plastica è uno dei grandi drammi del nostro secolo, immagini aberranti mostrano mari e oceani sempre più sommersi da bottiglie, sacchetti e rifiuti di vario genere che non sono smaltiti responsabilmente. Tutti noi, però, possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo: per esempio, evitiamo l’acqua in bottiglia preferendo quella del rubinetto a casa, e fuori casa portiamo con noi delle borracce in alluminio al posto delle bottigliette da acquistare al bar. No ai sacchetti monouso per la spesa, molto meglio le buste in stoffa riutilizzabili! Io personalmente scelgo quando possibile cosmetici senza imballaggio (shampoo e balsamo solidi, ma anche dentifricio in pastiglie e deodorante a base di bicarbonato) e lo stesso faccio con i detersivi, che riempio nei negozi bio che vendono prodotti alla spina. Questi sono solo esempi, tutti noi possiamo fare tanto, nel nostro piccolo, il web è pieno di consigli pratici alla portata di tutti.

      Reply
  3. Mi rendo conto, e quando vado a fare la spesa, e guardando le strade del mio piccolo paese, che a pochi interessa il benessere del nostro pianeta, ci si riempie il carrello di contenitori di plastica ( persino i cetrioli confezionati in plastica. uno ad uno, e si getta in strada di tutto quanto esistono contenitori Plastic free e aziende che vengono a recuperare a casa i materiali di scarto. Ma perché? Troppo facile voltarsi dall’altra parte per non vedere …

    Reply
  4. Sono dati scioccanti.

    Reply
  5. Avatar

    Sì, scioccanti. Gli oceani sono diventati delle enormi discariche a cielo aperto. Per me bisogna eliminare l’inquinamento alla fonte. La responsabilità deve essere condivisa anche con chi continua a produrla, venderla e utilizzarla, anche se non necessaria. Che il Parlamento Europeo si esprima in via definitiva sul divieto della vendita della plastica monouso, buste, imballaggi, ecc.
    Speriamo…….🤔

    Reply
  6. Sempre più sensibilizzazione viene fatta in questo senso, ma naturalmente servono misure drastiche al livello politico, sono loro che possono cambiare veramente le cose. Obblighi, controlli, raccolte differenziate ma che devono funzionare davvero, perché so di storie dove la gente fa la differenziata e poi tutto viene buttato nello stesso posto. Serve sensibilizzare il cittadino. Serve senso civico, quello che hanno smesso di far studiare a scuola per anni per riprendere solo da poco. Insomma che la Terra ci aiuti!

    Reply

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Vai alla barra degli strumenti