Claim “naturale” in etichetta: la campagna di Safe per chiedere una normativa comune in UE

Molti prodotti alimentari riportano in etichetta la dicitura “naturale”, ma lo sono davvero? Secondo l’associazione Safe siamo di fronte a un claim fuorviante, dal momento che la normativa europea non prevede una definizione univoca di questo concetto. Per questo lancia la campagna per chiedere chiarezza e trasparenza a favore dei consumatori.

Non tutti i prodotti che riportano in etichetta la dicitura “naturale” sono realmente naturali. Ad affermarlo è un report elaborato da SAFE (Safe Food Advocacy Europe), ONG che si occupa di sicurezza alimentare e tutela dei consumatori e con la quale VEGANOK ha collaborato per ottenere uno standard vegan condiviso a livello europeo. L’associazione mette in evidenza l’uso fuorviante di questo termine sulle etichette alimentari, anche in prodotti che contengono ingredienti di origine chimica o sintetica (e che non vengono segnalati chiaramente).

Questo è possibile perché la normativa europea è vaga e generica sull’argomento, e al momento non esiste una definizione univoca del concetto di “naturale” applicato ai prodotti alimentari. Le leggi europee contengono sporadiche e lacunose definizioni a riguardo, senza che ci sia una normativa specifica a tutela dei consumatori. Il punto è, secondo l’associazione, che l’origine di ogni singolo ingrediente dovrebbe invece essere indicata in modo chiaro, per informare correttamente i consumatori, mettendoli nelle condizioni di fare una scelta di acquisto informata e consapevole. Senza un’adeguata informazione sull’etichettatura, i consumatori non possono essere in grado di individuare i prodotti contenenti “ingredienti sintetici” ed, eventualmente, di sceglierli con cognizione.

Due esempi concreti

Safe riporta due esempi di come il concetto di “naturale” applicato agli ingredienti alimentari sia facilmente fraintendibile: è il caso della melatonina, “l’ormone del sonno”, la cui origine naturale è quasi sempre data per scontata. Ma è davvero così? In realtà, spiega Safe, “tutta la melatonina utilizzata per gli integratori alimentari è di origine sintetica, in quanto ottenuta chimicamente. I consumatori pensano che la melatonina sia un ormone fisiologicamente prodotto dal nostro corpo, ignorando l’origine sintetica dell’integratore alimentare che stanno acquistando. Questo esempio evidenzia l’uso fuorviante del termine “naturale” sui prodotti finali, in quanto dovrebbe esserne vietato l’uso su prodotti che utilizzano ingredienti di origine sintetica“.

Un esempio riportato da Safe: si tratta di un prodotto venduto in Italia, che riporta in etichetta la dicitura “100% naturale”, ma non si conosce la provenienza degli aromi presenti nell’elenco ingredienti

Un altro caso emblematico è quello rappresentato dalla zeaxantina, un pigmento naturalmente contenuto in molta frutta e verdura, e indicato in etichetta come “zeaxantina sintetica” nel caso non fosse di origine naturale. Nell’agosto del 2018, però, un regolamento della Commissione Europea ha scelto di modificare il nome di questo ingrediente nell’etichettatura alimentare, eliminando la dicitura “sintetica”, per coerenza verso tutti quegli ingredienti di origine non naturale che in etichetta non vengono designati come sintetici. Una scelta che ha fatto discutere, e che mette nuovamente in luce la necessità di una legislazione coerente su questo punto.

La campagna di Safe

Data per necessaria l’introduzione nella normativa europea di una definizione condivisa di “naturale” in riferimento ai prodotti alimentari, Safe ritiene che questa dovrebbe basarsi su requisiti specifici:

  • assenza di sostanze o ingredienti di origine sintetica;
  • assenza di ingredienti OGM;
  • possibilità di considerare il prodotto biodegradabile al 100%.

Per questo motivo, l’associazione ha lanciato la campagna WeValueTrueNatural, con l’obiettivo di ottenere una maggiore consapevolezza sugli alimenti di origine naturale e soprattutto una normativa coerente e univoca a livello europeo. L’invito rivolto agli utenti è quello di firmare la petizione e diffondere maggiore consapevolezza sull’argomento attraverso l’hashtag #wevaluetruenatural.

Di seguito il video realizzato da Safe per supportare la campagna di sensibilizzazione:

Forniamo la traduzione dei dialoghi e dei contenuti:

Mangiare sano, affrontare il cambiamento climatico, lottare contro la perdita di biodiversità: tutti noi vogliamo dare il nostro contributo acquistando cibo più sano e sostenibile, che sia realmente naturale. Ma siamo sicuri di fare sempre le scelte giuste?
“100% naturale”, “realizzato con ingredienti naturali”: oggigiorno ci sono moltissimi claim in etichetta che ci parlano di cibo naturale.
– Oh, guarda! Compriamolo, qui si dice che è fatto con ingredienti naturali! Quindi non contiene OGM e ingredienti sintetici, ed è biodegradabile, immagino.
– Sì, dev’essere sano e sostenibile, giusto?

Non tutti i prodotti che riportano in etichetta il termine “naturale” sono realmente naturali. La lista degli ingredienti potrebbe contenerne alcuni che sembrano naturali, ma che in realtà sono ottenuti tramite procedimenti chimici e si tratta di additivi chimici come coloranti, aromi, glutammato monosodico e altri ancora. 

– Ma le etichette alimentari e i claim non sono regolati dalla normativa europea?
– Non esattamente. Non esiste una definizione chiara di “naturale” a livello europeo. Per questo, i consumatori possono essere fuorviati nel momento in cui acquistano prodotti che riportano in etichetta questa dicitura, ma che in realtà contengono sostanze chimiche e sintetiche.

Come consumatori, abbiamo il diritto di acquistare prodotti più salutari e sostenibili. Unisciti a noi per chiedere all’Europa un’etichettatura più chiara, che valorizzi i prodotti realmente naturali. Per maggiori informazioni, visita il sito https://www.safefoodadvocacy.eu/ e segui il nostro hashtag #wevaluetruenatural. Senza informazione, non c’è scelta.

 

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  1. Un report molto interessante, su un aspetto di cui si parla troppo poco. Quante volte siamo convinti di acquistare prodotti “naturali” che di naturale hanno ben poco? Importante firmare la petizione!

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  2. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 20 Novembre 2020, 9:08

    Ormai il claim “naturale” è ovunque.
    È ormai evidente che ci sia un abuso dell’aggettivo da parte dell’industria.
    Sono d’accordo sul fatto che serva una regolamentazione e firmo volentieri la petizione.

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  3. Argomento ed articolo veramente interessante! Brave Ragazze! 😉

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  4. Avatar

    Mai parola fu più bistrattata di “naturale”. In comesi poi…un disastro!!!

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  5. Come al solito il parlamento Europeo sottomesso alle richieste da parte di chi riempie i portafogli a destra e sinistra, considera i consumatori, merce di scambio. Poveri padri fondatori…

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