Cioccolata in barattolo: sofferenza da spalmare

Sfida Barilla vs Ferrero: presto sugli scaffali dei supermercati arriverà la nuova crema spalmabile di cacao e nocciole Pan di Stelle. Ma quali questioni ci sono dietro questi prodotti?

Tra due mesi Mulino Bianco, marchio Barilla, entrerà nel mercato sfidando direttamente la Ferrero con una nuova crema al cacao e nocciole: il prodotto richiamerà la linea dei biscotti Pan di Stelle.

Non conosciamo ancora la composizione del nuovo prodotto che potremo verificare presto in maniera diretta ma sono disponibili alcune indicazioni sull’ingredientistica: la Barilla ha annunciato che rispetto alla sua diretta concorrente, il prodotto conterrà una quantità minore di zucchero, una quantità maggiore di nocciole di origine italiana, una selezione di cacao sostenibile e olio di girasole al posto dell’olio di palma.

Le problematiche rispetto a questa categoria di prodotti sono diverse: dall’origine delle singole componenti alla quantità di zucchero raffinato, fino alla quantità di grassi: si tratta di vere e proprie bombe caloriche che sono state definite scarse e insufficienti da un punto di vista nutrizionale.

A definirle così, è stata Öko-test una rivista di divulgazione alimentare tedesca che ha pubblicato a marzo di quest’anno un esame delle principali marche di cioccolata spalmabile presenti sul mercato: la ricerca sui 20 prodotti testati, tra cui la Nutella di Ferrero, ha confermato l’insalubrità di quasi tutte le referenze.

Lo zucchero in genere è l‘ingrediente principale di queste creme (in tutti casi superiore al 50% e in alcuni casi si arriva al 58% della composizione) con una quantità di grassi tra il 30% e il 45%. Si è rilevato che una porzione di crema da 30 grammi, contiene da sola più zucchero di quello che, secondo le linee guida dell’OMS, un bambino di tre anni dovrebbe consumare in un intero giorno. Nonostante vengano definite creme alla nocciola, le nocciole non sono mai inserite in quantità importanti: ad esempio la Ferrero usa solo il 13%. Tutte contengono latte e/o siero di latte. In molte è presente olio di palma.

Ecco l’ingredientistica completa della Nutella: Zucchero, Olio di palma, nocciole (13%), cacao magro (7,4%), latte scremato in polvere (6,6%), siero di latte in polvere, emulsionanti: lecitine (soia), vanillina. Zuccheri /g/110g): 56,3g.

A causa della grande quantità di grassi e zuccheri il Verbraucherzentrale Bundesverband tedesco (Associazione dei consumatori) ha segnalato il claim “sana colazione” sul prodotto come etichetta fraudelenta. Prendendo in esame l’etichetta a semaforo francese Nutri-score che attribuisce un valore e un colore alle caratteristiche nutrizionali del prodotto in un indice di salubrità da A verde ad E rosso, la maggior parte dei prodotti di questa fetta di mercato, ha ottenuto il ranking peggiore: D/E.

Sul junk food, cibo spazzatura, si è espresso recentemente anche l’OMS: un nuovo rapporto dell’OMS Europa ha rilevato che molte delle politiche e dei regolamenti esistenti volti ad affrontare il marketing alimentare per i bambini sono marcatamente insufficienti, il che significa che i bambini continuano ad essere esposti a messaggi commerciali che promuovono cibi ricchi di grassi, sale e zucchero.

Leggi l’articolo qui: OMS: L’Europa tuteli bambini e adolescenti dal marketing sul junk food 

Non mancano le questioni legate alla sostenibilità etica ed ambientale di questi prodotti:

  • utilizzo di cacao non etico e non solidale.
    A maggio 2018 uno studio della prof.ssa Genevieve LeBaron dell’Università di Sheffield ha riscontrato che alcuni rilevanti sistemi di certificazione non riescono a creare ambienti di lavoro che siano privi di sfruttamento e lavoro forzato. Dalla ricerca sul campo è emerso che le retribuzioni dei lavoratori agricoli nelle aziende di cacao e di tè sono gravemente basse, e i datori di lavoro violano costantemente le norme etiche. (Fonte Efa European Food Agency)
  • utilizzo di olio di palma: su questa questione, facciamo chiarezza. Il problema dell’olio di palma è in primis ambientale e legato alla diffusissima pratica del “land grab“, l’acquisizione cioè di terre in paesi con una governance difficile per fare spazio ad attività agricole intensive. In una intervista in occasione del Lucca VeganFest 2018, Dario Dongo avvocato e giornalista, esperto di diritto agroalimentare ci aveva raccontato: “Dire olio di palma equivale a dire rapine di terra, violazione dei diritti umani e dislocazione di persone dalle loro terre per fare spazio alle coltivazioni e di conseguenza distruzione della biodiversità e della fauna locale. L’olio di palma non è sostenibile sotto nessun punto di vista. Le nostre scelte hanno un impatto incredibile sulla sopravvivenza del pianeta. Per questo ci dobbiamo battere.” L’approfondimento e il video dell’intervento è disponibile a questo link: Alimenti free from: la trasparenza è un diritto.
  • utilizzo di latte: un incentivo alle fabbriche di morte del settore lattiero caseario. Ormai l’orrore della produzione di latte è un dato noto. Ecco due approfondimenti sul tema: “Latte: perché il latte non è etico scheda informativa AssoVegan – Associazione Vegani Italiani Onlus”Latte? no grazie. 

Questioni irrisolte su molti fronti:

“Mentre due marchi con grosso potere economico si sfidano a colpi di marketing per vendere prodotti insalubri, gli animali sfruttati per la produzione del latte continuano a morire tra indicibili sofferenze. È questo il futuro che auspichiamo per la nostra industria e per la corretta alimentazione dei più piccoli?”

afferma Sauro Martella fondatore del Network etico VEGANOK

 

 

  1. Una vera e propria gara a chi si allontana di più dalla realtà…
    Prodotti pericolosi, immorali e nutrizionalmente diseducativi. Facciamone a meno.

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  2. Quando non c’era tutta l’informazione di oggi era accettabile che madri, padri, nonni e zii comprassero quel cibo ai loro bambini pensando di renderli felici, inconsapevoli del danno salutare che facevano loro, per non parlare di etica per l’ambiente e gli animali. Oggi però non è accettabile che la scelta ricada su prodotti spazzatura. E la cosa peggiore che io noto è che molti adulti ormai sanno le tristi verità e continuano a ingurgitare schifezze. È proprio vero che un brand se montato bene non lo fai più crollare perché entra nell’olimpo dei miti. Vedi “la nutella è sempre nutella”. Ok! Ma alla ferrero veramente così difficile gli risulterebbe fare una versione vegan e meno insalubre…?! Non dico che deve essere salutistica, perché a quel punto ti mangi un paio di nocciole e via! Ma vegan, senza olio di palma e zucchero non raffinato.

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  3. Quando ero una bambina, capitava che mia mamma qualche volta mi desse pane e Nutella per merenda con un bicchiere di latte. Era sinceramente convinta di darmi ciò di cui avevo bisogno nutrizionalmente. Adesso mi fa venire i brividi a pensarci. Oggi per fortuna le informazioni sono disponibili e fruibili e si può scegliere in consapevolezza.
    Si può anche scegliere di continuare a consumare prodotti come questi ma adesso non si può più dire che non si sa cosa implicano o cosa c’è dietro.

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  4. Il mercato dell’inganno non ha limiti, soprattutto in campo alimentare; mi auguro che i consumatori siano sempre più consapevoli delle loro scelte d’acquisto dagli scaffali

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  5. Mai e poi mai mangerei un prodotto con ingredienti come questi.

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  6. Tra l’altro ci sono in commercio davvero tante creme spalmabili di qualità (tra quelle certificate VEGANOK ce ne sono di davvero buone e con ingredienti di alta qualità), andare a comprare orba con ingredienti scadenti proprio per i bambini, mi sembra folle. I genitori dovrebbero acquisire maggior consapevolezza nella scelta per i propri figli.

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  7. Io capisco i bambini che sono assuefatti alla pubblicità e al gusto, ma i genitori? Possibile che ancora oggi, dopo tutte le informazioni che vengono date attraverso la rete, e riviste scientifiche, ancora non vanno a leggersi gli ingredienti? Si possibile, anche perché abbiamo bambini obesi e con il diabete di tipo 2 purtroppo.

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  8. Giovanni Lombardo 7 novembre 2018, 19:56

    Bisognerebbe fare educazione alimentare nelle scuole anzi introdurla tra le materie scolastiche insieme all’ educazione ambientale , all’educazione sui diritti degli animali e all’educazione sui diritti umani . Sono vegano da settembre del 2014 , prima vegetariano dal 2009 e non ritorno indietro ma vado avanti per la mia strada , unico neo non riesco a convincere i miei parenti a diventare vegani

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    • Salve Giovanni,
      sono perfettamente d’accordo con lei sul fatto che la scuola debba fornire il giusto imprinting alimentare affinché si accresca anche la consapevolezza di cosa si mangia, di cosa fa male agli animali, all’ambiente e di cosa invece ci fa bene. Sul fatto di riuscire a convincere i parenti a diventare vegan, mi sa che siamo tutti sulla stessa barca! 😃 Non molliamo!! Io sto già studiando un menu di Natale total Vegan per conquistare tutti gli amici e parenti! 😂💪

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