Cibo stampato in 3D: è la volta della “bistecca” vegetale

L’ingegnere biomedico Giuseppe Scionti ha fondato una startup in Spagna per la produzione di alternative plant-based alla carne: le bistecche saranno stampate in 3D.

Secondo il Wohlers Report, solo nel 2017, l’industria della stampa 3D è cresciuta fino a raggiungere un valore di 7,3 miliardi di dollari, con un aumento del 21% rispetto all’anno precedente.

Tra le molte potenzialità legate alla stampa 3d, probabilmente tempo fa in pochi avrebbero scommesso sulla tecnologia applicata alla produzione di cibo. Invece è proprio così: rivoluzionerà il nostro modo di mangiare? Presto potremmo avere in casa elettrodomestici che processano polveri di alimenti in cibi misurati e calibrati sulla base delle esigenze personali, in grado di soddisfare requisiti nutrizionali specifici.

Jin-Kyu Rhee, professore associato alla Ewha Womans University in Corea del Sud, nel corso de l’American Society for Biochimica e Biologia Molecolare 2018 tenutasi a San Diego il 21 e 22 Aprile, ha parlato delle potenzialità della tecnologia di stampa 3-D per la produzione alimentare.

Abbiamo creato una piattaforma che utilizza la stampa 3D per creare microstrutture alimentari che consentano di personalizzare la consistenza del cibo e l’assorbimento del corpo a livello personale“, ha affermato Rhee. “Un giorno le persone potrebbero avere cartucce contenenti versioni in polvere di vari ingredienti che verrebbero assemblate usando la stampa 3D e cucinate secondo le esigenze o le preferenze dell’utente“.

I vantaggi? Secondo gli studiosi potrebbe ridurre notevolmente gli sprechi alimentari e i costi legati a stoccaggio e trasporto della materie prime.

Il Dott. Giuseppe Scionti

In questo ambito di ricerca nuovo, c’è chi ha avuto un’intuizione: perché non unire la ricerca sulla stampa 3d a quella sulla produzione di sostituti della carne?

Il bioingegnere italiano Giuseppe Scionti, con la sua startup spagnola NovaMeat, ha inventato la prima bistecca plant-based al mondo stampata in 3D.

Scionti ha lanciato NovaMeat a Novembre 2017 per ottenere un’alternativa ai prodotti animali: voleva ottenere cibo sostenibile e nutriente. Ha scoperto che le attuali alternative alla carne sul mercato sono limitate agli hamburger, alle crocchette o alle polpette: prodotti che non hanno la consistenza fibrosa tipica della bistecca o del pollo. Utilizzando l’ingegneria dei tessuti e la bio-stampa, ha creato un prodotto vegetale con la stessa consistenza, aspetto e proprietà nutrizionali dei prodotti a base di carne animale.

La bistecca vegan stampata in 3D è ancora nella fase iniziale: utilizza ingredienti vegetali come riso, piselli e alghe, che vengono combinati in una pasta alimentare destinata alla stampa. Il fine ultimo dello studio? Diminuire l’impatto negativo dell’agricoltura, fornendo un’alternativa ad altri prodotti alimentari senza carne.

Ho usato materie prime che non hanno un impatto negativo sull’ambiente“, ha detto Scionti, “ho cercato di non scegliere, ad esempio, l’avocado o la quinoa, poiché l’aumento della domanda di alimenti che devono essere importati avrebbe un effetto dannoso impatto sull’ambiente“. Ha aggiunto: “Grazie a una particolare tecnica mista ereditata dalla biomedicina, le proteine vegetali possono essere organizzare a livello nanometrico come se fossero fibre muscolari. Si può così ottenere una bistecca stampata in 3D con la consistenza fibrosa tipica della carne animale. Del tutto priva di OGM“.

Il metodo di stampa 3D di Scionti crea una bistecca da 100 grammi in 30 minuti e costa poco meno di $ 3. L’unica cosa che i prodotti NovaMeat non hanno al momento è il sapore della carne animale e Scionti ha iniziato a collaborare con un team di chef per risolvere il problema. Lo scorso Agosto, ha anche ottenuto l’approvazione per un brevetto sul suo prodotto: “Il brevetto è sulla microstraina che imita la struttura naturale del tessuto di carne”.

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  1. Esperimenti , esperimenti e ancora esperimenti… comunque la su pensi, non si ouó dire che non ci sia fermento intorno alla proposta di alimentarsi a base vegetale… Vedremo quali di questi esperimenti troveranno una propria strada…

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  2. Avatar

    Credo che alla lunga questi esperimenti porteranno solo a creare cibo spazzatura e che invece gli sforzi si dovrebbero concentrare su come modificare le abitudini alimentari delle persone e convertire la produzione delle aziende a fare in modo che le persone possono avere a disposizione più cibo di natura vegetale naturale

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  3. Avatar

    Comunque vada il bene è provarci…

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  4. Fagioli, ceci, lenticchie rosse, la scoperta di cereali e legumi antichi da una parte e il cibo hi tech dall’altra. Che soluzione avrà la meglio? Sono scettica sul fatto che il cibo stampato diventi di massa. Ma forse rappresenterà una valida opportunità per chi ha necessità nutrizionali specifiche.

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  5. Fa parecchio strano… ma se può servire a non uccidere più animali ben venga…

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  6. Diminuire impatti ambientali … se ne parla … ci sino tentativi e tentativi , costi e spese .
    Ma non si farebbe prima semplicemente a farsi esami di conoscenza ? Questo ti porta alla soluzione: GO Vegan !!!

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  7. Erica Congiu

    Tutti sti sforzi, tutti questi investimenti…quando basterebbe farsi un bel piatto di lenticchie e ciao! 😀 Ma ben venga se può contribuire a salvare vite animali e il nostro caro pianeta.

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