Carne bovina e latticini in crisi, vendite in crollo entro il 2030: qual è il nuovo scenario che ci attende?

In un futuro non troppo lontano l’industria della carne e dei latticini vivranno una crisi profonda, con prodotti a base vegetale in continua espansione: lo rivela un report stilato dal think tank indipendente RethinkX, che analizza la situazione economica del mercato globale e il suo andamento in base allo sviluppo di nuove tecnologie produttive

L’industria della carne bovina e quella lattiero-casearia sono in crisi, e crolleranno entro il 2030: ad affermarlo è un report stilato dal think tank indipendente RethinkX, il cui pronostico lascia a questa tipologia di industrie meno di 11 anni di vita. Secondo il report, entro questa data il numero di bovini rinchiusi negli allevamenti intensivi degli Stati Uniti subirà un calo del 50% e in generale l’industria zootecnica andrà incontro al fallimento.

Ma non basta: secondo le previsioni, le nuove tecnologie sostituiranno rapidamente il modo in cui vengono prodotte attualmente le proteine, eliminando definitivamente la necessità dell’allevamento animale tradizionale. Al suo posto verrà messo in atto un sistema noto come “Food-as-Software”, che secondo gli esperti permetterà di ridurre sensibilmente la produzione di rifiuti, risultando al contempo

  • 100 volte più efficiente in termini di sfruttamento di terreni;
  • 10-25 volte più efficiente in termini di utilizzo delle materie prime;
  • 20 volte più efficiente in termini di tempo;
  • 10 volte più efficiente in termini di sfruttamento delle risorse idriche.

Carne e latticini sempre più economici, sulla scia dello zucchero

Lo zucchero, si sa, è presente praticamente in ogni prodotto confezionato e questo è dovuto alla sua capacità di migliorare considerevolmente il sapore dei cibi insieme al suo prezzo irrisorio. Secondo il report, carne e prodotti  lattiero-caseari subiranno nei prossimi anni una crisi produttiva di portata eccezionale, che unita alle nuove tecnologie di produzione alla fine li porterà ad avvicinarsi al costo dello zucchero.

Le stime di RethinkX, tra l’altro, mettono sotto i riflettori carne bovina e latticini – che saranno i prodotti più colpiti dalla crisi – ma le previsioni risultano simili anche per altri prodotti di origine animale, tra cui pollo, maiale e pesce, ma anche uova, pelle e collagene. “Sempre più prodotti ricavati dai bovini saranno via via sostituiti da alternative moderne, migliori, più economiche – afferma il rapporto – innescando una deleteria spirale fatta di aumento dei prezzi e di diminuzione della domanda per l’industria del bestiame, che crollerà molto prima che le moderne tecnologie producano su larga scala la perfetta carne coltivata in laboratorio“.

Le proteine del futuro? Più sane, più nutrienti e più economiche

Secondo le stime, le proteine del futuro saranno vegetali e capire il perché è piuttosto semplice: entro il 2030 il costo delle proteine plant-based ​​sarà cinque volte più economico e addirittura dieci volte più economico entro il 2035 rispetto alle proteine ​​animali attuali, prima ancora di arrivare ad avvicinarsi al costo dello zucchero. Ma non è tutto: le proteine del futuro risulteranno migliori anche sotto il profilo nutrizionale, dimostrandosi di fatto più nutrienti, più sane e con un sapore migliore; questo significa che entro il 2030 i prodotti alimentari moderni saranno di qualità superiore e costeranno meno della metà rispetto ai prodotti di origine animale che andranno a sostituire.

Un cambiamento che potremmo definire epocale, in netto contrasto con la produzione di carne e derivati moderna, che ha quasi raggiunto i suoi limiti in termini di efficienza, portata e produttività: gli allevamenti intensivi odierni rappresentano un dramma sia dal punto di vista ambientale che salutistico, senza contare l’importante risvolto etico legato allo sfruttamento e all’uccisione di miliardi di animali nel mondo. E forse, con le innovazioni dell’ultimo periodo, stiamo già vivendo in parte questo cambiamento: basti pensare al mercato della “carne vegetale” in continua espansione, oltreoceano così come in Italia.

Il nostro paese, per esempio, si adegua alle richieste del mercato globale grazie a Joy Food Srl, una realtà tutta italiana che con la linea Food Evolution propone tre prodotti che riprendono i gusti classici della carne e li declina in chiave completamente 100% vegetale. Una gamma di prodotti conformi allo standard VEGETALOK preparati con ingredienti gustosinaturali, di altissima qualità che rispondono alla necessità di alimenti etici, buoni per la nostra salute ma anche per l’ambiente.

NOGluty: la versione 4.0 degli insaccati vegetali

Altra italianissima novità è rappresentata da NOGluty, insaccati tradizionali Bio-Vegan-GlutenFree nati grazie all’azienda VeganDelicious e certificati VEGANOK. Siamo di fronte a un progetto ideato da Sauro Martella, già fondatore della certificazione europea VEGANOK, insieme al Master Pastry Chef Emanuele Di Biase, direttore di VEGANOK ACADEMY.

Nasce proprio nelle terre Umbre (patria mondiale della norcineria) l’insaccato vegan davvero uguale a quello tradizionale per aspetto e sapore.

Sauro Martella

Per ora gli affettati NoGluty non sono ancora in commercio, ma oggi l’obiettivo principale è quello di trovare aziende interessate alla produzione di questi insaccati, formulati da Sauro Martella come un prodotto assolutamente innovativo dal punto di vista tecnico, nutrizionale, estetico e organolettico. Gli ingredienti e le procedure utilizzate per la formulazione sono conformi e superano le regole dei severissimi standard di qualità “VEGANOK Excellence” e “BioDizionario Approved”, per dare vita a prodotti buoni e di qualità che rispettino la vita degli animali e la salute dei consumatori.

 

  1. Siamo dalla parte del futuro. Continuiamo con determinazione a voler far riconoscere i diritti animali !!!

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      Che meraviglia!

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      Che tristezza mangiare cibo prodotto in laboratorio! Si pover animali. Ma è da quando è nato l’uomo si ciba di carne pesce verdura. Basterebbe ridurre le quantità. Cosa ne faremmo dei bovini ovini suini?
      A me sembra una cosa da mentecatti. Si ridurre il consumo no alla dieta imposta. Ho visto i vegani e mi sembrano tutti intristiti e inviperiti. Io quache volta prendo vegano.ma lo alterno.

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        Guendalina Curzi 2 Ottobre 2019, 8:29

        Che tristezza non riuscire ad abbandonare totalmente un’alimentazione indiscutibilmente controindicata per l’organismo umano, immorale dal punto di vista etico e deleteria per l’ecosistema. Siamo coscienti che sia l’unica scelta che possa salvare il pianeta dal collasso causato dall’inquinamento che gli stessi allevamenti provocano ma non siamo ancora pronti a cambiare stile di vita…

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        Elide per l’amor del cielo leggi, leggi, leggi.
        Una visione così banale e limitata è una vera sfiga in termini.
        Cerca di comprendere la realtà intorno a te ed evitare di sparare pareri senza averne un idea basata su nozioni e fatti.

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        Vegani tristi e inviperiti? ma dove? conosco vegani (io non lo sono) anche sportivi e per nulla tristi , anzi . Se non lo si vuole fare per gli animali almeno si dovrebbe pensare al pianeta (l’unico che abbiamo) e che gli allevamenti intensivi stanno distruggendo.

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    Le aziende interessate alla produzione, devono solo produrre o devono avere anche una rete commerciale ?

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  3. Il futuro è vegan e ormai lo dicono anche i dati ufficiali. D’altronde è chiaro che non ci sia alternativa!

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    Gian Maria Cavalieri 29 Settembre 2019, 22:00

    Un cambiamento in positivo inevitabile!

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  5. Questi sono i titoli e i dati che amo leggere!!!

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  6. Sarà sempre più in salita l’avvento del cibo alternativo alla carne. È ora che l’umanità viva un cambiamento storico da libri di storia!

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  7. Queste sono proprio belle notizie! Evvaiiii!

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    NON MI PREOCCUPO PER IL MOMENTO MI ADEGUERÒ SE LO RITERRÒ GIUSTO PER IL MOMENTO MI VA BENE COSI …..

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    Io sono d.accordo.sismo troppi.e sfruttiamo tropo gli animali e non ce bisogno. Oltre a portare molte malattie e un vero problemma per la terra l.alevamento intensivo ..riflettete…ho solo paura che sarà tropo tardi

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