Buona Pasqua vegan da Osservatorio VEGANOK

Con una riflessione sul binomio consumo-tradizione, l’Osservatorio VEGANOK vi augura una Buona Pasqua vegan. La nostra riflessione nelle parole sagge di uno dei primi filosofi che si occupò della questione animale: Plutarco.

Campagna di Pasqua di AssoVegan – Associazione Vegani italiani Onlus

Come Osservatorio, ci occupiamo di monitorare l’evoluzione di scelte consapevoli nel nostro sistema alimentare e di consumo: vogliamo misurarne l’impatto, osservarne la crescita e documentarne il consolidamento. I dati che proponiamo, le analisi che pubblichiamo e le notizie che divulghiamo, vogliono fornire una lettura molto precisa della realtà e fanno leva su una unica idea di fondo: possiamo vivere e coesistere fuori da schemi di subordinazione interspecie e intraspecie.

L’obiettivo unico da perseguire è un shift totale del sistema alimentare verso il plant-based. Si tratta dell’unico modo valido per garantire la fine della schiavitù animale come scopo prioritario, per impattare il meno possibile sull’ambiente e per garantire maggiore equità in termini di distribuzione delle risorse alimentari. Il pensiero che sosteniamo poggia su un unico assioma: ciò che l’industria della carne considera una materia prima, l’Animale, è invece un essere senziente. É un soggetto non un mezzo produttivo. Ne consegue che nessuna strumentalizzazione può essere considerata etica. Smantellare le catene di (S)montaggio dell’industria della carne, del latte e dei derivati animali è un imperativo categorico, una meta a compimento di un percorso.

Come divulgatori, calarci nelle pieghe del sistema, studiarlo e comprendere come far avvenire il cambiamento è la nostra missione e il nostro dovere per dare ossigeno ad una realtà equa e scevra dal concetto di sfruttamento. Utopia? No, solo lucida lettura di ciò che sta accadendo e deve necessariamente accadere.

Siamo a Pasqua e come ogni anno, tra detrattori del veganismo e inni ad una tradizione locale che trascende la la realtà e a volte prende i toni di un nazionalismo acritico, ci troviamo a documentare uno sterminio ineluttabile: si prevede che quest’anno siano stati macellati circa 900.000 capi di agnello per permettere l’immissione sul mercato di quasi 5 milioni di chili di carne, che dopo la festività sarà venduta con sconti fino al 50%.  Ogni anno, circa 70 miliardi di animali d’allevamento e trilioni di pesci vengono macellati per diventare cibo.

Numeri inimmaginabili. Fatti, non opinioni.

Nel corso di questo articolo, non forniremo ulteriori dati né analisi dei maggiori trend. Vogliamo solamente esprimere la nostra posizione senza ulteriori perché. Per farlo, abbiamo deciso di utilizzare un’opera letteraria tanto antica quanto attuale: un ritorno alle origini.

Plutarco – “Del mangiar carne”

Da più parti e con insistenza,  i vegani vengono accusati di essere la risultante di questo momento storico di abbondanza, un capriccio nel flusso dell’esistenza volto a disturbare l’auctoritas di una tradizione “intoccabile”. Vogliamo proporre per questa festività le parole di Plutarco, non proprio figlio della modernità. Il filosofo e scrittore greco infatti visse nel I secolo d.C.

Scrisse una breve opera (che ci è giunta incompiuta) dal titolo: “Del mangiar carne”. Qui, dimostra il suo profondo amore per gli animali ed esprime con motivazioni logiche, il suo disgusto verso il consumo di carne. Pone l’accento sul rispetto che l’uomo deve agli altri esseri viventi che come lui, sono fatti di sangue, carne e sono dotati di sentimenti. Non li considera subordinati all’uomo ma creature con il proprio ruolo nella natura, in netta contrapposizione con il pensiero dominante del suo tempo che poneva l’uomo all’apice della creazione.

Proponiamo di seguito, alcuni frammenti dell’opera:

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“Tu vuoi capire i motivi che hanno indotto Pitagora a non mangiare carne, invece io mi chiedo con stupore in quale frangente e con quale disposizione d’animo l’uomo avvicinò per la prima volta la bocca al sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto.

E allestendo tavolate di corpi morti e infetti, decise di chiamare prelibatezze e finezze quelle membra che poco tempo prima vivevano. […] Come è possibile che l’essere umano insegni perfino i modi più opportuni di condire, cuocere e servire le carni di esseri viventi?

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Niente disturba il nostro senso del pudore: né il loro aspetto sano, né la dolcezza della loro voce armoniosa, né la loro indole saggia, né la loro rettitudine e tantomeno la loro evidente intelligenza. Eppure, per avere un piccolo pezzo di carne, togliamo a un essere vivente la luce del sole e la vita che era destinato a condurre.

Oltretutto siamo convinti che i suoni e le urla emesse dagli animali siano suoni indistinti e non invece preghiere, suppliche e richieste di giustizia.

Che orrore vedere le tavole imbandite dei ricchi che usano cuochi di mestiere o semplici inservienti come preparatori di cadaveri. Ma è ancora più abominevole vedere quando le mense vengono sparecchiate, perché gli avanzi sono più abbondanti di quello che è stato mangiato.

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Consideriamo inammissibile la convinzione di coloro che sostengono che l’abitudine di mangiare carne sia del tutto naturale. Sono anche le caratteristiche fisiche dell’uomo a dimostrare che non è carnivoro. Il corpo umano infatti non ha nessuna similitudine con gli esseri viventi che sono stati creati per mangiare carne: non possiede il becco a uncino, né artigli taglienti, né denti affilati, né stomaco resistente e succhi capaci di digerire e assimilare cibo a base di carne.

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Consideriamo allora il fatto che noi esseri umani non abbiamo nessun rapporto di giustizia con gli animali.

Con questa saggezza antica e quanto mai attuale, vi auguriamo una Buona Pasqua cruelty free.

 

  1. Auguriamoci che queste parole riescano a far aprire anche i cuori più più rinchiusi e sordi.
    In particolare modo il mondo produttivo guidato dagli imprenditori più lungimiranti ha la responsabilità di guidare il cambiamento verso una produzione rispettosa della vita.

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  2. Ogni anno ci auguriamo sempre più consapevolezza e compassione come inno al momento di rinascita ..
    Pian piano vinceremo … oramai siamo alla fase in cui non ci ignorano
    ne ci deridono più ma siamo al confronto , battaglia pacifica … dopodiché : vinceremo !

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  3. Avatar
    manuela pavesi 23 Aprile 2019, 17:55

    Parole di una umanità che va oltre qualsiasi epoca storica. Gli esseri viventi e senzienti vanno rispettati tutti. Allo stesso modo. Bisogna nutrirsi con la testa e con il cuore

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