Bollicine! Il Prosecco è il vino italiano più consumato all’estero

Il vino italiano è una delle eccellenze più amate in tutto il mondo. Grande incremento in termini di esportazione negli ultimi mesi. Il paese che ama di più la bollicina italiana? La Gran bretagna.

Si registra un aumento sostanziale del 25% delle esportazioni nei primi mesi del 2019, con la previsione di arrivare ad un valore di un miliardo di euro entro la fine del 2019. Sono state vendute all’estero due bottiglie Doc su tre dei 466 milioni venduti lo scorso anno, secondo l’ultima rilevazione istat.

La Gran Bretagna è il paese che lo apprezza maggiormente e ne acquista di più. I dati, elaborati da Nomisma Wine Monitor, sono stati presentati al convegno «Vino da mare» organizzato a Fano dall’Istituto marchigiano di tutela vini. Se da un lato il Prosecco è il vino italiano più bevuto fuori dai confini italiani, per ciò che concerne la produzione interna, l’aspetto più interessante che è stato rilevato, è che una etichetta Dop su tre si affaccia sul mare e i vigneti in prossimità del mare, sono anche quelli che registrano le migliori performance sui mercati internazionali.

Secondo l’analisi, il 31% delle 408 Dop italiane ha un’area di sbocco sul mare con Marche, Liguria, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo che presentano una percentuale «marittima» delle loro denominazioni oltre il 75 per cento.

Questa incidenza sembra destinata a crescere: fatta eccezione per il Prosecco, che comunque in piccola parte si affaccia sulla costa, in Italia la produzione di vini marittimi è infatti aumentata negli ultimi anni del 45%, a fronte di un +13% messo a segno dagli altri vini.

Ci sono delle produzioni di Prosecco vegan?

Assolutamente sì. Alcune aziende hanno aderito al disciplinare VEGANOK proprio per distinguersi e fornire al consumatore una rassicurazione molto precisa.

Ecco alcune delle aziende che hanno aderito allo standard:

Bosco del Merlo

Prosecco Baldi 

Paladin

Anna Spinato 

Vendrame Vignis del Doge 

Perché non tutto il vino è vegano?

Non tutto il vino è vegano perché nel suo processo di produzione possono essere usati coadiuvanti di origine animale: in particolare, per la chiarificazione e la stabilizzazione è possibile che vengano impiegate albumina, caseina, colla di pesce, gelatine animali. Ma non è solo una questione di contenuto: secondo il disciplinare VEGANOK ad esempio, per poter essere definito vegan, l’attenzione del produttore deve essere a 360° su tutto l’iter di produzione comprese etichettatura e confezionamento dove non è consentito l’uso di colle, pigmenti, inchiostri, lubrificanti o qualsiasi altro prodotto di origine animale. Inoltre, i consigli per l’abbinamento del vino non devono contenere indicazioni che fanno riferimento a cibi di origine animale.

In assenza di regolamentazione europea e nazionale inerente a sistemi di certificazione appropriata per il vino vegano, i vinicoltori fanno necessariamente riferimento a disciplinari di aziende terze o a disciplinari di autocontrollo. Il marchio VEGANOK, definisce uno standard proprio su questi parametri. Scopri di più a questo link: Vino vegan? Ecco cosa c’è da sapere

Secondo il rapporto dell’Osservatorio VEGANOK del 2017 “In vino vegan“, le aziende vitivinicole che hanno scelto di aderire allo standard VEGANOK si localizzano nelle seguenti aree geografiche: Toscana 28%, Abruzzo 20% e Piemonte 17%, con una buona presenza di vini del Trentino e della Sicilia: le denominazioni di appartenenza delle etichette conformi al disciplinare VEGANOK sono 54% IGT, 17% DOC/DOP e 1% DOCG.

Inoltre, il 45% circa delle etichette che riportano il claim “vegan” in genere possiedono almeno un altro riferimento a metodi naturali o biodinamici. Lo standard più diffuso è sicuramente quello biologico, con il 26% circa delle etichette di vino vegan certificato anche bio.

  1. Avatar

    Penso che argomentare di vino eccellenza italiana come produzioni di massa ed esportazioni in grandi numeri si allontani dalla mia concezione di vegan . L utilizzo di prodotti di sintesi per le grosse produzioni e assodato. Inquinamento e avvelenamento del territorio per una tanto inutile e futile bollicina ? No grazie

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  2. Ho scoperto solo da pochi anni che spesso nel vino possono introdurre chiarificanti di origine animale. Ne ero totalmente allo scuro. Non avrei mai immaginato che anche nei vini potessero essere utilizzati ingredienti di origine animale… Purtroppo al giorno d’oggi si fa uso di sostanze di origine animale ovunque ed in modo spropositato. La scelta vegan non solo in ciò che mangiamo ma anche in cosa acquistiamo è la scelta migliore che si possa fare.

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  3. Adoro il prosecco, da sempre il mio vino preferito, chiaramente solo VEGANOK!

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  4. Adorare il prosecco italiano è davvero facile !
    Per noi tante scelte certificate VEGANOK!

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