Best practise Tesco: negli store i burger vegetali saranno accanto alla carne

Carne e prodotti vegani insieme. Il gigante del supermercato britannico Tesco sta aggiungendo opzioni vegane al reparto delle carni nel tentativo di incoraggiare i clienti a mangiare più cibo a base vegetale.

Tesco è il primo gruppo di distribuzione in Gran Bretagna e tra i maggiori d’Europa, con più di duemila punti vendita e ha implementato una strategia molto interessante: posizionare alimenti vegani e sostituti vegetali alla carne, nel comparto “freschi” dedicato alla carne. La motivazione? “Promuovere la sostenibilità”.

Il principale rivenditore del Regno Unito vuole incoraggiare scelte sostenibili e salutari; è per questo che invita i propri clienti a “mangiare più verdura, meno carne e più alternative vegetali.”

Questa iniziativa, attiva già da questo mese,  segue quella già proposta dalla catena Sainsbury’s, che ha iniziato l’anno scorso a vendere burger vegani nel reparto delle carni. Secondo il gigante Tesco, il progetto arriva in un momento molto promettente per questo settore: in un momento in cui il 21% delle famiglie del Regno Unito riduce l’acquisto e il consumo di prodotti a base di carne. (Kantar Worldpanel, aprile 2018).

In una intervista rilasciata per il quotidiano Plant Based News, Derek Sarno, direttore di Plant-Based Innovation di Tesco ha dichiarato:

“L’aumento del consumo di più alimenti a base vegetale e la tendenza a diventare flexitarian sta avendo un effetto enorme sul modo in cui molte persone acquistano: l’industria del retail si deve adeguare. Stiamo assistendo ad un nuovo tipo di acquirente, più consapevole della propria salute e dell’ambiente e perfettamente felice di apportare cambiamenti nell’ambito del regime alimentare (come diventare vegani, vegetariani o flexitarian) per raggiungere questi obiettivi.”

E ha aggiunto:

“Le alternative a base vegetale in generale sono diventate così di alta qualità che la maggior parte dei consumatori di carne ora sta includendo questi alimenti come parte della dieta. Ha senso collocarli uno accanto all’altro nello stesso corridoio e portare una larghezza più ampia delle opzioni disponibili tra cui scegliere. “

Alcuni numeri del settore

Le alternative plant-based alle proteine di origine animale, un settore in continua crescita con enormi investimenti. La tecnologia alimentare assume un ruolo sempre più importante nella produzione di prodotti sostituti che, sempre più fedelmente, imitano le proteine animali senza l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi.

I numeri del mercato dei prodotti plant-based (fonte Rapporto Osservatorio VEGANOK 2018):

  • 7,4 miliardi di euro: mercato globale prodotti Plant based
  • 11,90 miliardi di euro: stima mercato globale Plant based al 2022
  • 5,2 miliardi di euro: stima mercato globale Plant based sostitutivi della carne al 2020

Perché questa iniziativa risulta essere così interessante?

Perché genera la possibilità concreta di riflettere sul tema dell’alternativa tra la carne e il prodotto vegetale definito in genere “sostitutivo” ed è in grado di mostrare le potenzialità della referenza plant-based; accorcia le distanze tra consumo onnivoro e consapevolezza alimentare volta alla scelta vegan. I burger, le salsicce e le polpette vegetali possono collocarsi perfettamente nelle opzioni di acquisto anche di coloro che consumano ancora carne o sono in una condizione di transizione verso alternative 100% vegetali. Questa iniziativa colloca il consumatore in una posizione consapevole e gli permette di mettersi di fronte ad una scelta.

  1. Mi sembra un’ottima iniziativa sotto diversi punti di vista: in primis, si sottrae spazio ai prodotti a base di carne e questa mi sembra una grande notizia. Inoltre si pone in questo modo il consumatore in un’ottica di scelta. L’alternativa c’è ed è sotto gli occhi di chi acquista.

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  2. Beh, più che per incentivare i consumatori al consumo vegetale migliorando la salute del pianeta e delle persone, immagino l’ibiziativa Sia motivata dalla possibilità di acquisire clienti che hanno fatto questa scelta. Comunque sia la strada è tracciata… sempre più alimentazione vegetale e sempre meno alimentazione chevstermina animali.

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  3. Beh questa impostazione può mettere sotto gli occhi dei carnieri l’opzione vegetale e questa potrebbe alla fine rivelarsi una buona strategia per spingere anche i non vegan a consumare al momento e chissà, magari scegliere definitamente, di spostare la propria scelta .

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