Aumenta la richiesta di prodotti vegetali: cresce il numero di referenze VEGANOK

La domanda di prodotti alimentari vegan aumenta. I prodotti registrati con denominazione “vegan” conformi allo standard VEGANOK sono in aumento. Supermercati e ristoranti puntano al settore in rapida crescita.

In Italia si rileva una tendenza incoraggiante per ciò che concerne l’acquisto di prodotti vegetali. Il numero di prodotti conformi allo standard VEGANOK  è cresciuto da 14.000 registrato a Marzo 2020 a 14.447 di Settembre 2020, per un totale di 565 aziende; un aumento del 3,1% in soli 6 mesi. L’incremento si registra contestualmente ad un calo nei consumi di carne, in particolare di quella bovina. Secondo un’analisi dalla OICB, l’Organizzazione Interprofessionale della Carne Bovina si registra un drastico calo dei consumi, pari al 30%. Il solo comparto della carne di vitello ha subito un calo dell’1,7%. Approfondisci qui: In Italia crolla il consumo di carne bovina del 30%

Commenta Sauro Martella fondatore del marchio di garanzia VEGANOK:

 “Ormai i prodotti vegetali sono onnipresenti e VEGANOK è di fatto lo standard più diffuso in assoluto. Le aziende che ci scelgono lo fanno anche per la severità del nostro disciplinare di riferimento che garantisce una disamina completa delle caratteristiche del prodotto. Abbiamo da poco introdotto, primi al mondo, un controllo molto rigido sul packaging in modo da poter garantire al consumatore, una referenza 100% priva di componenti animali, pack compreso. Le aziende che ottengono la concessione d’uso del marchio, possono davvero vantare una qualità unica al mondo a tutto tondo sul prodotto certificato!”

Il quadro generale

Il mondo dei prodotti vegetali è in crescita in tutto il mondo; per ciò che concerne il territorio europeo, il Regno Unito è senz’altro un’area molto interessante per il settore vegan:
la domanda aumenta contestualmente ad un calo importante dei consumi di carne. In italia, lo stesso trend si traduce  nel consolidamento della domanda: nel nostro paese aumenta la fetta di popolazione veg e aumenta anche l’interesse a prodotti e referenze conformi alla scelta. L’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy 2020, che incrocia le informazioni riportate sulle etichette dei circa 112 mila prodotti, rileva quanto segue:

“Nel mondo dei prodotti che rispondono al tema del lifestyle in questi ultimi quattro anni tutti i claim sono caratterizzati da un trend delle vendite positivo, sostenuto da un’offerta che continua ad ampliare l’assortimento dei prodotti a scaffale. Alcuni (vegano, vegetariano e kosher) vantano un livello di penetrazione presso le famiglie acquirenti ormai piuttosto significativo e consolidato, che continua a crescere e che ha già superato la penetrazione dei prodotti bio” Fonte: settima ed.Osservatorio Immagino.

Secondo l’ultima indagine Eurispes, i vegetariani e i vegani sono complessivamente l’8,9% della popolazione: un massimo storico. Aumentano, rispetto al 2018 il numero di vegani: dall’1,9% al 2,2% . Alla base della scelta c’è soprattutto la salute e il benessere (23,2%) e il rispetto nei confronti del mondo animale (22,2%). Non manca chi ritiene così di mangiare meno e meglio (il 19,2%) Per il 17,2% dei vegetariani/vegani questo stile alimentare è parte integrante di una più ampia filosofia di vita. Il 9,1% ha modificato le proprie abitudini alimentari spinto dalla curiosità.

I consumatori rimodellano le abitudini alimentari

La pandemia sta generando a livello mondiale, un grande cambiamento in termini di abitudini di acquisto. Cambiano le condizioni di vita e cambia anche il carrello dei consumatori. Numerosi in questo periodo, sono stati gli studi e le analisi che hanno evidenziato un sentiment comune: la paura di un numero crescente di zoonosi (come il COVID-19 nonostante non sia ancora condivisa dalla comunità scientifica l’origine precisa), la consapevolezza dei consumatori in merito ai benefici nutrizionali offerti dagli analoghi vegetali, sono i fattori che stanno guidando la crescita del mercato plant-based a scapito della carne. I consumatori si stanno spostando verso proteine ​​di origine vegetale e stili di vita più sani. La pandemia sta quindi fornendo un punto di vista dal quale osservare le abitudini di consumo e i cittadini, stanno scoprendo che l’alternativa vegetale può coadiuvare un cambiamento quanto mai necessario. Oltre che degli analoghi della carne, in periodo di lockdown si è assistito ad un un aumento sostanziale del consumo di frutta e verdura fresca e trasformata. Si è registrato un +20,4% per l’acquisto di frutta e un+13,4% di acquisto della verdura: è quanto è emerso dall’indagine “THE WORLD AFTER LOCKDOWN” a cura di Nomisma e CRIF in cui risulta chiaro che, oltre che alimentate dalla ricerca di prodotti naturali e salutistici, le vendite di ortofrutta nella distribuzione modera hanno registrato un grande balzo (+15,8% a valore la variazione 17/feb-26/apr 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 – fonte Nielsen – la crescita 2020 nel periodo pre-Covid era stata invece del 3,3%). La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla frutta (+20,4% a valore) rispetto alla verdura (+13,4%). Un driver importante sono stati i valori salutistici associati al consumo di frutta – in particolare di quella ricca di vitamina C, come le arance e kiwi, ma anche delle mele, categorie che più di altre hanno dato impulso agli acquisti.

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