Prodotti vegetali e salute dei bambini: l’imprinting alimentare

Il Prof. Leonardo Pinelli e la Dott.ssa Maria Antonietta Zedda approfondiscono la tematica e ci parlano del valore dell’Imprinting alimentare nei primi 1000 giorni di vita. Ecco il video della conferenza.

Il Prof. Leonardo Pinelli e la Dott.ssa Maria Antonietta Zedda

Il tema della nutrizione vegetale per i bambini è un tema molto sentito, dibattuto e sul quale è assolutamente necessario fare chiarezza. Abbiamo recentemente parlato dell’aumento esponenziale della richiesta di menù vegan nelle mense delle scuole sin dall’asilo e del crescente interesse verso questa tematica. Il consumo di prodotti adatti, di buona qualità è senz’altro un aspetto ma da solo non è sufficiente. La consapevolezza alimentare è fondamentale per operare delle scelte corrette.

La letteratura scientifica a supporto della validità dell’alimentazione vegetale per neonati e bambini non manca ed è sempre più esaustiva: è arrivato anche il sì della comunità scientifica internazionale, con la recente pubblicazione sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, di uno studio in cui si forniscono delle vere e proprie linee guida per pedatri e professionisti.

Al VeganFest 2018, il Prof. Leonardo Pinelli, professore associato di Pediatria dell’Università di Verona e la a Dott.ssa Maria Antonietta Zedda, specialista in Pediatria, Diabetologia e Medicina hanno parlato proprio di questi temi presentando il loro nuovo lavoro editoriale accreditato VEGANOK edito da Terra Nuova Edizioni

“Imprinting Alimentare: La dieta dei primi due anni di vita determina la salute e la longevità del futuro adulto.”

Quali sono le condizioni generale di salute della nostra società e perché è importante occuparci di ciò che avviene nei primi 1000 giorni di vita?

La maggior parte dei problemi di salute e l’aumento di insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili è oggi riconducibile a fattori di rischio modificabili. Comprendono un vasto numero di malattie tra le quali obesità, diabete, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, Alzheimer, tumori ecc.

Le NCD (Non Comunicable Diseases)  rappresentano oggi il più rilevante problema sanitario sia dei Paesi ad economia avanzata che di quelli in via di sviluppo. L’OMS ha recentemente dichiarato che le malattie croniche non trasmissibili uccidono 38 milioni di persone ogni anno, con 16 milioni di età inferiore a 70 anni. In Italia la salute globale è peggiorata e i bambini soffrono di malattie che in passato, fino a 30 anni fa, erano presenti solo nell’adulto.

Il periodo che va dal preconcepimento ai primi due anni di vita (attraverso gravidanza, allattamento e svezzamento) condiziona lo stato di salute che ciascun individuo avrà da adulto.

Ciò che accade in questo periodo (primi mille giorni), può favorire la predisposizione a diverse malattie croniche, da quelle metaboliche a quelle cardiovascolari, fino a quelle psichiatriche e anche ad alcune forme di cancro. I primi 1000 giorni di vita (il tempo che intercorre tra il concepimento e il secondo anno di vita ha un effetto sul “developemental programming“, cioè la programmazione che controlla lo sviluppo dei tessuti ed organi di tutto il corpo. Si tratta di un vero e proprio IMPRINTING, che se impostato nella maniera corretta, garantisce una lunga vita in salute.

Quali sono i fattori da tenere in considerazione in questi primi 1000 giorni?

Epigenetica: Non possiamo modificare il nostro passato (i geni ereditati dai nostri genitori), ma possiamo cercare di influenzare o cambiare il nostro futuro. Ci sono infatti fattori epigenetici modificabili come lo stile di vita, la nutrizione.

Microbiota: Il patrimonio iniziale di batteri, il Core Microbiota completa il suo sviluppo nei primi due anni di vita. Questo è il periodo in cui occorre proteggerlo fortemente e non contrastarlo in quanto preservarlo significa garantire un futuro sistema immunitario ben armato.

Ambiente: Durante i primi mille giorni, fattori esterni, come la presenza di elevate quantità di sostanze ambientali, inquinanti quali diossine, pesticidi, interferenti endocrini oppure l’esposizione precoce al fumo di sigaretta e all’alcol oppure lo stress materno durante la gravidanza o nell’ambiente in cui cresce il bambino, possono causare numerose patologie.

Nutrizione: Le evidenze scientifiche hanno confermato che è possibile vivere a lungo e in salute se l’alimentazione è basata su alimenti vegetali fin dal preconcepimento, gravidanza, divezzamento e primi due anni di vita e se in tale periodo si usano antibiotici solo se realmente indispensabili.

Guarda l’intervento integrale:

Per approfondire:

Bambini vegani: raddoppia il numero nelle mense scolastiche

Gravidanza e parto ad un crocevia: approfondimento del Dott. Niccolò Giovannini

“Svezzamento fisiologico. Un’alimentazione complementare a misura di neonato” con la Dott.ssa Sabina Bietolini, il Prof. Leonardo Pinelli, il Dott. Maurizio Conte e il Dott. Luciano Proietti

Svezzamento Vegan, tavola rotonda a cura dei membri del Comitato Scientifico di AssoVegan

  1. Nonho figli , ma ho amici ed amiche che hanno figli allattati solo dalla dalla mamma, svezzati vegan e che stanno crescendo vegan .
    Sino belli , sani e non ho mai sentito i genitori dire : “ il
    Piccolo ha raffreddore … il piccolo non dorme.. il piccolo ha preso la tosse. Etc etc …
    R
    C’è da riflettere !
    Mentre osservo figli di conoscenti non vegan , sovrappeso , sempre pieni di acciacchi da piccolini …
    Chiamatela “ combinazione “…
    Ma io non penso ai tratti di causalità!
    Go vegan per tutti!

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  2. Dalid,
    io sono una di quelle mamme!
    Mio figlio è un campione a soli 19, forza , serenità e salute

    Go Vegan !

    Reply
  3. Ho sempre ritenuto importante il come crescere i propri figli…
    ascoltare questi due “Maestri” è rassicurante è molto utile!

    Reply

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