Alimentazione e pratica medica: un legame inesistente

I medici non ricevono una adeguata formazione in ambito nutrizionale: è questo ciò che emerge in uno studio ufficiale della Griffith University australiana e pubblicato su Lancet Planetary Health. Gli studenti chiedono l’accesso ad un corpus di informazioni, nozioni e medoti formativi obbligatori e di qualità.

In questo momento storico comincia a diventare sempre più evidente come salute e nutrizione siano strettamente legati: ai medici è richiesto di fornire assistenza nutrizionale ai pazienti per migliorare i comportamenti e le attitudini correlati all’alimentazione dei pazienti.

Il Lancet Planetary Health ha pubblicato una revisione medica della Griffith University in Australia in cui emerge che per i medici, la formazione legata alla nutrizione è praticamente nulla.

In questa revisione sistematica effettuata tra il 1 maggio e il 1 luglio 2018 è stata eseguita una ricerca bibliografica per articoli sulle conoscenze nutrizionali e sulle competenze. Sono state implementate indagini per termini di ricerca relativi al percorso di studenti di medicina come “nutrizione nell’educazione medica“, “educazione nutrizionale medica” e “educazione universitaria in nutrizione medica“. I termini di ricerca per argomento di interesse includevano “nutrizione“, “conoscenza“, “abilità“, “consulenza nutrizionale“, “fiducia“, “cure nutrizionali” o “educazione nutrizionale“.

Gli studi inclusi hanno esaminato qualsiasi aspetto delle conoscenze, delle abilità o della fiducia sul tema della nutrizione o della consulenza nutrizionale sia tra i medici recentemente laureati (ovvero, ≤4 anni) o degli attuali studenti di medicina.

Cosa è emerso?

Dei 66 studi identificati nella ricerca, 24 erano adatti all’analisi: 16 studi quantitativi, tre studi qualitativi e cinque iniziative curricolari dagli Stati Uniti (n = 11), Europa (n = 4), Medio Oriente (n = 1), Africa (n = 1) e Australasia (n = 7 ) hanno soddisfatto i criteri di inclusione. La analisi di questi studi ha dimostrato che la nutrizione non è sufficientemente integrata nell’educazione medica, indipendentemente dal paese esaminato o dall’anno accademico. I deficit nell’educazione nutrizionale influenzano le conoscenze, le abilità e la fiducia degli studenti nel fornire assistenza nutrizionale ai pazienti. Un modesto effetto positivo è stato rilevato nell’ambito di iniziative curricolari.

Nonostante la centralità della nutrizione finalizzata ad uno stile di vita sano, gli studenti di medicina non hanno gli strumenti per fornire cure nutrizionali efficaci e di alta qualità. L’educazione medica può essere migliorata dall’impegno istituzionale di rendere obbligatoria l’educazione alimentare nella formazione medica, la creazione di competenze nutrizionali per fornire un punto di riferimento per le conoscenze e le abilità nutrizionali da includere nei curricula e supportata da finanziamenti per iniziative curricolari innovative. Queste misure miglioreranno la nutrizione nella formazione medica a supporto dei futuri medici per il 21 ° secolo.

Un estratto dallo studio ufficiale, disponibile integralmente qui:
Nutrition in medical education: a systematic review 

“La nutrizione è ben riconosciuta come componente centrale di uno stile di vita sano. Negli ultimi 50 anni, le diete povere di nutrienti fondamentali presenti nella frutta e nella verdura e ricche invece di sale e grassi, hanno contribuito ad un cattivo apporto dietetico e ad un incremento dell’assistenza sanitaria. La prevalenza di una cattiva alimentazione è aumentata nel corso del 21° secolo. A livello globale, 11 milioni di morti ogni anno sono attribuibili a fattori correlati all’alimentazione: “una dieta povera” è la causa primaria rispetto a a qualsiasi altro fattore di rischio di morte nel mondo. Le persone in quasi tutte le aree del mondo potrebbero trarre beneficio dal miglioramento delle diete aumentando il consumo di nutrienti e alimenti chiave.

Una delle strategie chiave per sostenere un’alimentazione sana nelle popolazioni è quella di supportarla attraverso i servizi sanitari. In molti paesi, gli organi professionali raccomandano ai medici di applicare le conoscenze nutrizionali nella pratica medica al fine di supportare i pazienti nella gestione delle malattie croniche legate allo stile di vita e di altre condizioni per le quali una cattiva alimentazione risulta essere un importante fattore di rischio. Questo supporto è definito “assistenza nutrizionale”, definito come qualsiasi pratica svolta da un professionista della salute per migliorare il comportamento nutrizionale e la salute dei pazienti. L’assistenza nutrizionale è fondamentale nel supportare comportamenti dietetici migliori a causa della sua diretta rilevanza per l’assistenza sanitaria. Pertanto, i medici richiedono adeguate conoscenze, abilità in questo ambito per supportare l’integrazione delle cure nutrizionali nella pratica clinica di routine.”

Gli autori dello studio chiedono  che l’insegnamento degli aspetti fondamentali della nutrizione diventi obbligatorio e che gli studenti e i professionisti abbiano accesso ad una formazione innovativa ed efficace sia dal punto di vista tecnico (per esempio con corsi online e con aggiornamenti continui) sia dal punto di vista culturale.

Alimentazione vegetale e pratica medica

Stimolare il dibattito sulla nutrizione vegetale ed aumentare la consapevolezza sui vantaggi per la salute che questo tipo di dieta offre è ormai un imperativo categorico negli ambiti legati alla formazione specialistica. Non è infatti ancora presente in Italia, nel mondo accademico e medico, una sufficiente conoscenza dei benefici associati alla cosiddetta “plant-based diet/nutrition”. e non esistono molti mezzi che offrano una formazione capace di fornire adeguate competenze legate alla nutrizione vegetale negli ambiti di intervento con finalità sia preventive che di ricerca ed intervento in patologie accertate.

Favorire una alimentazione vegetale significa, dal punto di vista della salute, scongiurare i danni creati dalle proteine animali. Ricordiamo che nel 2015 è stato eleborato il rapporto ufficiale dell’OMS in cui veniva dichiarato quanto segue:

“Il consumo di carne lavorata è stato classificato come “Cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 1) sulla base di prove sufficienti per il cancro del colon-retto. Inoltre, un’associazione positiva con il il consumo di carne lavorata è stata rilevata per ciò che concerne il cancro allo stomaco. Il consumo di carne rossa è stato classificato come “probabilmente” cancerogeno per l’uomo “(Gruppo 2A). Nel fare questa valutazione, il team di lavoro ha preso in considerazione tutti i dati rilevanti esaminati, inclusi i dati epidemiologici mostrando un’associazione tra consumo di carne rossa e cancro colon-rettale, del pancreas e della prostata.” Il rapporto elaborato nel 2015 si intitola: Carcinogenicity of consumption of red and processed meat 

Elaborazione grafica Focus di quanto espresso dall’OMS

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  1. Grazie per questo articolo, si parla sempre di corretta alimentazione ma poi? Chi dovrebbe avere voce in capitolo, non solo non ne sa nulla, ma addirittura cade in errore. Per fortuna i giovani medici stanno chiedendo fortemente l’introduzione della materia “alimentazione” perché sanno che non è’ più possibile studiare medicina senza considerare quale sono i cibi adatti al nostro organismo per restare in salute o quale dieta adottare un caso di malattia.

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    • Come sempre, tranne rare eccezioni, se chiediamo al nostro medico supporto per una corretta alimentazione, riceviamo consigli errati e potenzialmente pericolosi.
      Ancora oggi esistono medici che consigliano l’assunzione di carne e derivati del latte mettendo così in serio pericolo la salute dei propri pazienti.

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  2. Avatar
    Gian Maria Cavalieri 15 Ottobre 2019, 8:17

    Purtroppo è vero. Anche il mio medico di base ha dimostrato, più di un’occasione, di essere ignorante in materia. Oltre ad essere prevenuta nei confronti di un’alimentazione a base vegetale.

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  3. Gli autori dello studio, come sottolineato nell’articolo, individuano nell’impegno istituzionale, una delle chiavi per creare un vero legame tra salute, alimentazione e pratica medica. Ritengo che il rovescio della medaglia sia l’impegno di chi si occupa di divulgazione perché è il mezzo che permette a tutti di accrescere una consapevolezza sul tema della propria salute. Un paziente consapevole può aspirare ad avere un ruolo attivo esigendo competenze che attualmente i medici non hanno in tema di nutrizione.

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  4. Vero, mi è capitato più volte di parlare con studenti di medicina (vegani) che mi hanno confermato questa cosa.. personalmente ogni volta che ho detto di essere vegana a un medico ho riscontrato ignoranza in materia o addirittura consigli sbagliati.. nel 2019 i pazienti dovrebbero trovare supporto nella propria scelta alimentare, anche solo perché la letteratura scientifica ha più volte sottolineato i benefici delle diete plant based.

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  5. Erica Congiu

    Non posso che confermare a pieno quanto detto nell’articolo e ancora prima nello studio, l’ho vissuto da protagonista durante il mio percorso per diventare nutrizionista. Sembra ridicolo, ma avrei potuto tranquillamente cominciare a esercitare la professione senza MAI e ribadisco MAI aver aperto un libro di nutrizione in vita mia. Nessun esame obbligatorio del mio corso di laurea trattava specificatamente la nutrizione umana, ho dovuto aggiungerli grazie ai crediti “facoltativi” (che avrei potuto tranquillamente “investire” in esami semplici da 30 e lode assicurato) e scegliendo una tesi con un relatore esterno alla mia facoltà. Ripeto, è stata una mia scelta, avrei tranquillamente potuto fare altro e accedere comunque alla professione del nutrizionista senza nessun “debito formativo”. Questo mi sembra particolarmente grave, posso capire un medico generico, ma un nutrizionista, che si occupa SPECIFICATAMENTE di dire alle persone cosa mangiare, magari è meglio che 1 o 2 esami che gli insegnino questo li faccia no???

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    È da un anno che sto seguendo un percorso vegano, grazie a voi ed alle vostre preziose informazioni. Non è necessario mangiare carne, non solo per motivi etici, ma anche salutistici. Mangio, oltre a frutta, verdura, ortaggi, legumi, anche cereali, semi oleosi, mandorle, noci, bacche di gogji (che bella scoperta!), ecc.
    Sto attenta alla provenienza dei prodotti e, per quanto possibile, che siano biologici.
    Non ne sento più ne’ il
    bisogno, ne’ la voglia e le mie analisi del sangue sono perfette 🤞😀

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  7. Purtroppo i medici conoscono ben poco di nutrizione come se quello che mangiamo non avesse alcuna relazione con il corpo e il modo di pensare. Capita spesso oltretutto che consiglino cibi a base di carne per una corretta alimentazione facendo danni sulla salute delle persone. Articolo molto utile che fa riflettere.

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  8. Auguriamoci che molto presto sia la regola…

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