Alimentazione: cresce il mercato dei lupini, le proteine vegetali del prossimo futuro

Aumenta a livello globale la richiesta di prodotti vegetali e le aziende lavorano per trovare soluzioni innovative e sostenibili: i lupini potrebbero presto rappresentare la nuova fonte proteica alla base di numerose preparazioni in linea con le richieste di mercato.

In forte crescita il mercato delle proteine di lupino, in linea con l’aumento della domanda di alimenti e bevande plant-based: a rivelarlo è un report della piattaforma di ricerche di mercato Future Market Insights, che ne prevede una crescita costante fino al 2030. In particolare, a livello globale il mercato delle proteine ​​del lupino è attualmente valutato a 84 milioni di dollari e le previsioni parlano di una crescita di questo settore con un  CAGR del 5,4% tra il 2020 e il 2030, guidata in particolare da Europa e Stati Uniti, dove gli stili alimentari dei consumatori sono sempre più orientati verso la scelta vegetariana, flexitarian e vegan.

In questo periodo di calo dei consumi di carne legato anche alla pandemia da Covid-19, si cercano dunque alternative alle proteine animali: dopo le proteine di piselli e la corsa all’impiego delle fave al posto della soia, sembrerebbe l’ora delle proteine di lupino, già impiegate da numerose aziende in diverse applicazioni alimentari. Questo per seguire ovviamente le richieste di mercato, sempre più orientato verso un’alimentazione vegetale principalmente per tre fattori: salute personale, benessere degli animali e tematiche ambientali.

Secondo gli esperti, ad accrescere l’impiego delle proteine di lupino nei prossimi anni sarà anche la crescente richiesta di alimenti senza glutine: ormai da diverso tempo spopolano i prodotti gluten-free in GDO, sia per una reale intolleranza a questa sostanza da parte di un numero crescente di consumatori, sia per la percezione degli alimenti senza glutine come “più sani”. Anzi, secondo i dati disponibili sono numerosissimi i consumatori che scelgono di ridurre o addirittura eliminare il glutine dalla propria alimentazione pur senza soffrire di intolleranze; a guidare questa tendenza sarebbero gli Stati Uniti, dove si stima che 100 milioni di americani scelgano abitualmente il gluten-free.

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Proteine di lupino: la soia del futuro?

Non mancano alcune problematiche riguardo a un possibile impiego su larga scala delle proteine di questo legume: il lupino è infatti un noto allergene, il cui consumo da parte di persone che soffrono di allergia alle arachidi può risultare pericoloso. In particolare si teme per la sua introduzione massiccia sul mercato americano, dove si tratta di un legume relativamente sconosciuto e del quale, quindi, sono poco noti i potenziali effetti negativi per le persone predisposte.

Il mercato europeo, invece, vede l’impiego abituale dei lupini – che fanno parte dell’alimentazione di moltissimi consumatori – e per questo rappresenta un trampolino di lancio migliore per lo sviluppo di nuovi alimenti vegetali a base di proteine di lupini. In particolare i lupini gialli (che sono la varietà più nota e diffusa), già da tempo sono candidati a diventare una potenziale alternativa all’uso delle proteine della soia, oltre che di quelle animali. Questo perché i lupini rappresentano un alimento altamente sostenibile e nutrizionalmente competitivo con altre fonti proteiche vegetali come soia e ceci.

Già diverse aziende hanno scelto i lupini come fonte proteica per i propri prodotti 100% vegetali: questi legumi rappresentano la “parte proteica” di prodotti come biscotti, snack e pasta prodotti da molte aziende che hanno scelto di aderire allo standard VEGANOK; un tentativo di andare incontro alle richieste di mercato e anticipando quello che, con tutta probabilità, sarà uno dei trend alimentari del prossimo futuro.

 

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